Fassa: «La Lega Nord non ricatta più nessuno»
L'ex sindaco di Varese racconta la sua alleanza con L'Udc e il suo futuro dopo la riunificazione della Casa delle libertà
«È bastato minacciare un’ipotesi neocentrale per ridimensionare le pretese della Lega Nord. La strategia e la tattica sono state perfette perché non si è dovuto nemmeno combattere». Raimondo Fassa ha da poco saputo della ricostituzione della Casa delle libertà a Varese. La scissionista Udc, che aveva annunciato prima di tutti la corsa solitaria con il candidato sindaco Mauro Morello, è ritornata nella coalizione di centrodestra da vincitrice, cioè dettando le condizioni. Il prezzo sono due poltrone e qualche precisazione sui metodi futuri: la presidenza del consiglio comunale, l’assessorato ai servizi sociali con delega alla famiglia e soprattutto la liberta di scelta dei candidati all’interno dei partiti come la Lega Nord ha fatto con Attilio Fontana, senza concordare nulla con gli alleati.
Fassa, questo accordo vuol dire che lei non correrà e che la sua lista non parteciperà alla coalizione?
«Vinca il migliore. Io ho dimostrato che si puo’ contribuire e influire sulla politica anche da fuori. In politica conta chi ha il potere e non chi ha i galloni. Non voglio essere un elemento di turbativa»
Cosa accadrà ora?
«Se la Lega è intelligente starà ai patti sottoscritti con l’Udc (i cinque punti programmatici più due poltrone ndr). Nessuno ne esce umiliato, ma soprattutto ne guadagna la città. La Lega Nord non è più in grado di porre condizioni».
Qualcuno già accarezzava l’idea di vedere lei e Conte all’opposizione a dare grattacapi al sindaco leghista.
«E chi l’ha detto che Conte starà all’opposizione?»
Lo dicono i numeri …
«Io sono avvocato e ad Antonio Conte oltre alla professione giuridica mi unisce anche una leale e fattiva amicizia. Se io vengo ricordato come un buon sindaco, lo devo anche a lui che era segretario generale del Comune durante la mia amministrazione. Avere un primo ufficiale di grande qualità e dalle non comuni doti amministrative come Conte ha significato molto. Forse io ho avuto il merito di valorizzarlo. Ecco, non mi sorprenderebbe il fatto che abbia anche grandi doti politiche».
L’Udc è la vera vincitrice di questo accordo. Come siete arrivati a definire questa strategia?
«L’Udc ha dato prova di grande decisione, come nella migliore tradizione democristiana. È bastato spostare le truppe senza battagliare. La politica è molto più razionale di quanto si pensi, è quasi matematica. Solo una grande operazione neocentrale potrà dare vita in Italia ad un vero sistema bipolare. Non è la logica vecchia del centrosinistra e nemmeno la logica dei due forni di Andreotti».
Come è nata questa sua alleanza con l’Udc?
«Il merito va dato a Massimo Gnocchi una ex camisa verda come me. Fuoriuscito dalla Lega a Gallarate, mi ha messo in contatto con il candidato sindaco Morello. Una grande intuizione politica».
E di Morello , il candidato dello schermo, cosa mi dice?
«È stato l’unico vero candidato sindaco di queste amministrative. L’ho visto poche volte ma è un uomo di grande capacità. All’esordio ha dimostrato di avere carattere e autorevolezza e conosce la politica molto meglio di tanti politologi famosi. Potrebbe fare il presidente del consiglio comunale».
Insomma, quale sarà il futuro di Fassa?
«Se le cose continueranno ad andare così e considerato che ho 47 anni e che l’Italia candida alla presidenza del senato un uomo che ne ha 87, ho altri quarant’anni buoni di vita politica davanti a me. Quindi ciò che ho fatto fino adesso è un piccolo apprendistato. Se all’occorenza servirò, io per Varese ci sono stato, ci sono e ci sarò sempre. E poi non è detto che la politica bisogna farla solo dalle sedi istituzionali».
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