«Non si deve dimenticare che l’uomo è un bastardo»

Il criminologo Massimo Picozzi, in biblioteca di fronte a quasi 150 persone, tra cronaca e profili criminali

Dall’attendibilità dei testimoni alla validità delle prove scientifiche. Dai grandi casi della cronaca italiana, come Rina Forte, fino all’assassino del Circeo, passando per le Bestie di Satana e il più recente caso del piccolo Tommaso. Il criminologo Massimo Picozzi, il primo vero profiler italiano che collabora da anni con la Polizia di Stato, ha presentato venerdì sera a Tradate il nuovo libro scritto in coppia con il noto giallista Carlo Lucarelli, dal titolo “Tracce Criminali” ed edito dalla Mondadori. Picozzi è stato intervistato dal giornalista del Corriere della Sera, Claudio Del Frate, di fronte a un pubblico di quasi 150 persone. L’affluenza è stata tale che l’organizzazione ha dovuto spostarsi dalla sala conferenze all’interno della biblioteca, facendo slittare l’inizio dell’incontro di 20 minuti, in attesa che venisse allestito direttamente l’interno della biblioteca.

La chiacchierata con Picozzi, però, è andata avanti per oltre due ore, durante le quali non si è parlato solo del contenuto del libro, stavolta incentrato sulle tracce lasciate sulla scena del crimine da parte degli assassini, ma si è affrontata anche nei dettagli la situazione italiana di Polizia di Stato e Carabinieri nell’ambito della stesura dei profili dei criminali. «Molto spesso i profili che vengono realizzati rischiano di essere delle grandi bufale o cavolate se non sono supportati da una casistica adeguata – ha spiegato Picozzi -. Proprio per questo abbiamo appena costituito insieme alla provincia di Varese il primo osservatorio provinciale del crimine, si tratta del primo esperimento di questo tipo a livello nazionale e può essere molto utile in futuro».

Il criminologo, sollecitato da Del Frate, ha affrontato anche il discorso delle Bestie di Satana: «Non esiste Satana, esisto solo tanta inadeguatezza e precisiamo che non esiste alcun satanismo organizzato a livello nazionale o internazionale, erano solo un gruppo di ragazzi che purtroppo hanno compiuto delle bravate estreme. Il nostro compito, durante le perizie psichiatriche che effettuiamo, non è stabilire solo quello che hanno fatto i criminali, ma capire se quando lo hanno fatto avevano possibilità di scelta». E ancora: «Non dimentichiamo che è impossibile capire fino in fondo perché un uomo arriva a uccidere altre persone. Fondamentalmente dobbiamo ricordarci che l’uomo è un bastardo e che c’è sempre un grado di malvagità in ognuno di noi e c’è chi, in certi momenti, sceglie consapevolmente il male».
Anche sul fronte serial killer, Picozzi ha sfatato un altro luogo comune: «In Italia vi saranno al massimo due o tre serial killer e tutti di prostitute. In 50 anni si sono registrati una cinquantina di casi di serial killer con circa 600 vittime. Negli Stati Uniti avvengono 600 omicidi l’anno da parte di assassini seriali. Il resto lo ha fatto tutto la televisione, ma la nostra realtà è molto diversa da quella degli Stati Uniti».

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Pubblicato il 22 Aprile 2006
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