“Vince la ragione, perde l’arroganza: Bencini si dimetta”

Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl e Sult Ta commentano l'agitazione di venerdì 31 marzo e chiedono nuovamente le dimissioni del presidente di Sea

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 31 marzo 2006 è stata sicuramente una giornata che dovrà essere ricordata per diversi motivi e ragioni.

L’iniziativa che ha visto trasformare l’assemblea generale in assemblea permanente è stata decisiva, il presidente Bencini dopo aver vanificato ogni tentativo svolto in questi due ultimi mesi da parte di Prefetture e Enac, ha esattamente accettato quanto veniva proposto dal sindacato in tutte quelle riunioni.

Solo il giorno prima il Direttore del Personale del Gruppo SEA, a nome del presidente, rispondeva ad una lettera delle organizzazioni sindacali, che chiedeva il rinvio di ogni decisione di un mese con una lettera che ribadiva: “ … la vostra richiesta di dilazionare i cosiddetti trasferimenti appare oggettivamente immotivata……l’eventuale individuazione di nuovi criteri per la selezione del personale oggetto dei trasferimenti è un processo che condividiamo, che più volte vi abbiamo suggerito e che però può e deve esaurirsi nel periodo che manca da oggi alla data del 1 maggio data in cui avranno inderogabilmente luogo i trasferimenti…”. Questa lettera il Dott. Lazzarin la spediva solo giovedì 30 marzo alle ore 15.30.

Il 31 marzo alle ore 21.00, l’azienda firmava, sotto la forte iniziativa determinatasi, quello che arrogantemente  negava solo 24 ore prima.

Questa è la palese dimostrazione che l’Ing. Bencini, coadiuvato da un management senza qualità, rifiuta il confronto, rifiuta le ragioni e capisce solo attraverso l’azione di forza che si deve fermare. Hanno sottoscritto che l’atto da loro compiuto era un atto unilaterale.

Questo dimostra ancora una volta ed ancora di più, l’inadeguatezza di questo signore, per cui dobbiamo assolutamente andare avanti con la richiesta delle sue dimissioni, anche perché sia da monito ad un management disabituato alla trattativa, capace solo di imporsi con continui ordini di servizio alle obiezioni dei rappresentanti dei lavoratori, vedi: Segreterie Operative di Linate, GOM, utilizzo dei CSB inidonei per il push back, ecc..

Il ritiro delle lettere di trasferimento è assolutamente l’importante manifestazione del risultato ottenuto. Dobbiamo andare avanti affinché, non sia solo una concessione fatta prendendo atto del fronte unito e compatto con l’assoluta fermezza dei lavoratori e delle sigle sindacali, ma divenga davvero una svolta rispetto ai soli atti unilaterali, attuati da parte di questa dirigenza aziendale, che ha portato SEA Handling nella situazione attuale.

Più precisamente rispetto al piano d’impresa e su come mantenere la presenza di SEA nel mercato dell’handling, cominciando nel merito un confronto vero che metta al centro i costi pagati dall’azienda di handling al gestore aeroportuale, costi fuori da ogni confronto con il mercato italiano e con quello europeo.

Sull’utilizzo del lavoro interinale, aprendo un confronto che determini l’organico necessario e conseguentemente il limite e le motivazioni del ricorso al lavoro temporale, creando certezze per questi lavoratori.

Sulle regole di applicazione della tutela sociale, regole che dovranno determinare come e quando si attiva la tutela, il tavolo di trattative non potrà che aprirsi con il coinvolgimento di tutte le aziende di handling presenti e con la partecipazione del comitato degli utenti (compagnie aeree) e di Enac, che dovrà svolgere un ruolo di garante. 

Lavoratori uniti si vince, abbiamo la forza ampiamente sostenuta dalle validità delle nostre ragioni, andiamo avanti non si deve mollare, nessuno sconto potrà essere fatto a questi signori che devono dimettersi.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl e Sult Ta

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Pubblicato il 05 Aprile 2006
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