Anche Varese può sognare una notte bianca

Lo dicono gli organizzatori della notte bianca di Como, che sono proprio di Varese. Nel 2006 l'idea era sfumata con le dimissioni di Fumagalli, ma sarà rilanciata per il 2007

Milano, Como, e anche comuni più piccoli, come Gallarate. Ogni città che si rispetti ormai ha una notte bianca di successo. Si tratta di un’iniziativa molto in voga, che può sicuramente dare una spinta propulsiva alla valorizzazione delle risorse cittadine e delle attività dei commercianti. E Varese? Perchè non ha ancora una notte bianca? Forse non ha le capacità necessarie o si tratta solo di una questione di tempo?
 
Si tratta solo di una questione di tempo, e il potenziale c’è tutto. A dircelo è il responsabile dell’organizzazione della sezione eventi di Consel, Marcello Vitella. Già, perchè per ironia della sorte l’azienda che organizza la notte bianca di Como, e che partecipa anche a quella di Milano, è proprio la “varesina purosangue” Consel. Un peccato non poter organizzare qualcosa di simile proprio nella provincia in cui vi trovate… «sicuramente», ammette Vitella, «ci piacerebbe organizzare qualcosa di simile anche qui, è un peccato vedere la vita di Varese ferma, senza godere di un’occasione del genere. Sarebbe un buon modo per consolidare il modello di marketing territoriale, con una proposta alternativa per la vocazione turistica della provincia».
 
Ma a Varese ci sono i presupposti per organizzare un evento di successo? «Possiamo essere sicuramente competitivi, penso già a quello che si potrebbe fare nei parchi, nelle piazze, nelle strutture museali. Ma soprattutto nelle nostre bellissime ville, anche quelle private, che potrebbero ospitare molti eventi per l’occasione».
 
Le potenzialità quindi ci sono, e in realtà anche le intenzioni. L’anno scorso, dopo il grande successo della notte comasca, si parlò subito di coinvolgere per l’edizione successiva anche gli altri laghi, con i comuni di Varese e Lugano. E anche Regio Insubrica chiese a gran voce il coinvolgimento della nostra provincia. Inizialmente fu proprio Lugano a fare i primi passi, ma Varese seguì a ruota. Eppure questo mese, alla presentazione della notte bianca di Como, che sarà ancora più imponente della prima, di Varese non si è vista l’ombra
 
Cos’è successo? Semplice, se i municipi non hanno un padrone di casa, anche i progetti evaporano. Come ci racconta anche il responsabile delle comunicazioni del Comune di Como, Marco Fumagalli, ogni cosa si è fermata con le dimissioni del sindaco di Varese: «Con Varese avevamo preso contatti già avanzati, poi con il commissario abbiamo preferito congelare ogni progetto: organizzare un evento del genere è una cosa complessa, e per farla è necessaria una volontà politica solida».
 
Vero, anche Vitella conferma questo aspetto: «È un evento che per una notte impegna per un anno intero, è di una complessità tale che è necessaria una volontà politica forte, visto che sono i comuni a dover fare molti sforzi per assicurare la viabilità, alcuni spazi ed altre risorse». Per rendere l’idea di quanto impegni una notte bianca, basti pensare che per quest’anno il comune di Como ha optato per l’allestimento di un ufficio stabile specializzato esclusivamente in questo evento.
 
Tutto rimandato alla volontà e all’impegno di chi diventerà sindaco, quindi, ma forse si può già promettere qualcosa. «Quest’anno anche Lugano ha deciso di mettersi nella posizione di osservatrice privilegiata, ma per il 2007 abbiamo già dato parola di legare le iniziative: l’intenzione è quella di coinvolgere anche Varese», conclude Fumagalli. E anche Vitella non è da meno: «Sicuramente il prossimo anno il progetto di allargarsi ai laghi sarà rilanciato, e credo che qualcosa si farà».

Nel frattempo non potremo che ammirare i grandi progetti di Como per il 10 giugno, come faranno i tanti turisti impegnati in più di 200 eventi. Sperando che per il 2007 anche i varesini possano passare una notte differente, senza andare fuori porta…

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Pubblicato il 05 Maggio 2006
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