C’era anche un varesino al summit segreto del miliardario Peter Thiel. Davide Quadri: “Troppo isterismo, solo pensiero alto”
Non una conferenza pubblica, né un summit governativo ufficiale, ma la convention riservatissima organizzata da Peter Thiel, il miliardario co-fondatore di PayPal e Palantir, nonché "eminenza grigia" della Silicon Valley
Mentre Roma si godeva i primi scampoli di primavera, dietro le porte sbarrate di palazzi storici e blindatissimi hotel di lusso, si è consumato uno degli eventi più “segreti” e allo stesso tempo chiacchierati dell’anno. Non una conferenza pubblica, né un summit governativo ufficiale, ma la convention riservatissima organizzata da Peter Thiel, il miliardario co-fondatore di PayPal e Palantir, nonché “eminenza grigia” della Silicon Valley e della nuova destra americana.
A differenza del World Economic Forum di Davos, qui non ci sono dirette streaming, comunicati stampa o panel aperti al pubblico. La regola è il silenzio assoluto (Chatham House Rule), volto a favorire una discussione schietta su temi caldi senza che vengano divulgati.
Tra i partecipanti, unico esponente della provincia di Varese, c’era anche Davide Quadri, responsabile esteri della Lega giovani, uno che nella sua carriera politica ha collezionato incontri con ogni tipo di di attivista o esponente politico della galassia del sovranismo di destra, da Bolsonaro agli esponenti dell’estrema destra tedesca di Afd, dagli esponenti di Russia Unita incontrati a Mosca nel 2018 alla partecipazione al Remigration Summit di Gallarate lo scorso anno. Una lista alla quale non poteva mancare Peter Thiel.
Chi è Peter Thiel
Peter Thiel incarna la figura del tecnocrate filosofo con una leva di potere geopolitico senza precedenti. Attraverso la sua “creatura” più ambiziosa, Palantir Technologies ha fornito uno strumento senza precedenti per i centri di comando della difesa globale, offrendo strumenti di analisi dati capaci di mappare connessioni invisibili all’occhio umano. L’influenza di Thiel non si limita però ai soli algoritmi: agisce come un catalizzatore ideologico che sfida apertamente le istituzioni tradizionali, promuovendo una visione del futuro dove l’innovazione tecnologica radicale e la leadership individuale superano la burocrazia statale.
Le recenti lezioni a Roma, almeno a quanto è trapelato, vertevano proprio sul concetto di Anticristo, che per Thiel è il rischio di un “governo mondiale omologato” che blocca l’innovazione in nome della sicurezza o del clima.
La testimonianza di Quadri: “Nessun complotto, solo pensiero alto”
A rompere il muro di silenzio su quanto accaduto nelle sale blindate della convention è proprio Davide Quadri, esponente politico varesino che ha partecipato all’evento come unico esponente varesino. Quadri descrive un’atmosfera che definisce «ben lontana dalle ricostruzioni paranoiche circolate in rete», parlando di un’accoglienza mediatica segnata da un’«isteria immotivata». Secondo il rappresentante varesino, il summit non è stato un tavolo di direttive politiche, quanto piuttosto un cenacolo di «riflessione di alto livello sulla nostra civiltà», dove circa 150 selezionatissimi ospiti – metà italiani e metà stranieri, con un’età media sorprendentemente bassa – si sono confrontati sotto la rigida protezione della Chatham House Rule. «È normale che in incontri di questo spessore la riservatezza sia totale: niente video, niente registrazioni», spiega Quadri, che definisce l’esperienza come un’occasione gratuita di arricchimento intellettuale.
Al centro dei dibattiti, temi come la “fine della società” e la figura dell’Anticristo, affrontati con un approccio filosofico e spirituale che Quadri giudica essenziale per chi occupa posizioni di potere: «I grandi decision maker devono avere un pensiero profondo; una volta i grandi politici dibattevano così».
Tra i momenti più significativi del weekend romano, Quadri ricorda con particolare piacere il confronto diretto con il padrone di casa: «Ho avuto la fortuna di parlare con Thiel di Tolkien. È un libertario nel senso puro del termine, un uomo che non incute paura, ma curiosità e profondo rispetto». Citando figure come Ron Paul per inquadrare l’area culturale di riferimento, il varesino rivendica il valore di aver ascoltato «una delle menti più influenti del nostro tempo», portando a casa stimoli che trascendono la cronaca politica immediata: «Il personaggio meritava assolutamente di essere ascoltato; mi porto a casa riflessioni interessanti sulle quali continuerò a interrogarmi».
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Temo non sia necessario scomodare l’oracolo di Delfi per immaginare la profondità del pensiero del multimiliardario della Silicon Valley, angosciante main sponsor dell’attuale inquilino della Casa Bianca e gran capo del circo MAGA: il globo terracqueo paga (sempre più pagherà) il salatissimo conto del pensiero e delle relative azioni che i nuovi padroni del mondo impongono all’umanità con inimmaginabile, quotidiana, sconvolgente brutalità. “E’ normale che in incontri di questo spessore la riservatezza sia totale”: poste le premesse, ne siamo pienamente convinti…