Un anno di lavoro, più di 100 relatori nazionali. Ecco come è nata Economia della salute
Alle Ville Ponti dal 19 al 21 marzo gli Stati Generali dell'Economia della Salute. Matteo Calveri racconta la sfida di portare a Varese un evento di portata nazionale
Tre giorni di lavori, circa 1000 iscritti, più di 100 speaker nazionali e un’idea nata circa un anno fa. Da oggi, 19 marzo, e fino a sabato 21, le Ville Ponti di Varese ospitano gli Stati Generali dell’Economia della Salute: un appuntamento che punta a diventare un format fisso nel calendario nazionale — con l’edizione 2027 già in cantiere — e che porta a Varese un confronto solitamente riservato a Roma o Milano: quello tra chi discute di sanità e chi la governa anche sul piano economico.
Abbiamo parlato con Matteo Bruno Calveri, CEO di Summeet, per capire come si è arrivati a questo risultato.
Come è nata l’idea degli Stati Generali dell’Economia della Salute?
«L’idea nasce circa un anno fa durante un road show che stavamo portando in giro per le regioni italiane — Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania — sul tema dell’economia della salute. Il Presidente Monti ha partecipato a diverse tappe in giro per l’Italia di questo road show, e da questa esperienza è venuta l’intuizione di creare un momento istituzionale dove potersi confrontare sulla sostenibilità del nostro sistema sanitario con un approccio multidisciplinare che unisse gli esperti della salute con quelli dell’economia».
Qual è il ruolo di Summeet nell’evento?
«Summeet ha un ruolo di organizzatore e segreteria organizzativa. Abbiamo lavorato insieme a Inrete, un’azienda milanese con cui siamo in partnership, su tutto: impostazione del programma, contenuti, e poi l’intera execution. L’idea originaria però è del presidente Monti, che ha voluto fortemente questa iniziativa».
Qual è stata la sfida più grande?
«Portare oltre 100 speaker nazionali a Varese. Varese dal punto di vista logistico non è una città facilissima, servirebbe un’offerta alberghiera maggiore e più strutturata anche in collegamento con gli spazi eventi presenti in città : ma chi ha scelto di venire — e siamo in overbooking con oltre 1000 iscritti — lo ha fatto con convinzione, perché sente quanto sia importante il tema e sono certo che nello scoprire Varese qualcuno vorrà tornare per portare altri progetti e opportunità per la nostra città».».
Perché proprio Varese?
«7 italiani su 10 vivono fuori dalle grandi città, dei quasi 8000 comuni italiani l’80% ha meno di 15 mila abitanti, organizzare a Varese e non a Roma e Milano significa avvicinarsi alla realtà italiana. Abbiamo voluto infatti rendere un evento istituzionale anche popolare avvicinandolo al territorio, con un villaggio della salute aperto a tutti e il confronto con gli studenti. Non dimentichiamo poi che Varese è la nostra città, è la città di Emanuele Monti, del Ministro Giorgetti e del Governatore Fontana e ha una rete di ospedali e universitaria di eccellenza».
Si parla di un “Cernobbio della salute”. Il paragone regge?
«L’ispirazione c’è, ma l’idea è diversa: in un momento in cui le risorse sono sempre più scarse e il sistema sanitario nazionale si trova davanti a un futuro tutto da costruire, volevamo creare qualcosa di più raccolto — un evento di boutique, diciamo – dedicato specificamente all’economia della salute. Un format che si ripeterà: siamo già al lavoro per l’edizione 2027».
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