Brosio torna nel Luinese:«Luino, città addormentata»
Il conduttore di Linea Verde torna nel Luinese per parlare di sviluppo locale in un forum della Comunità montana e parla a ruota libera del Luinese.
Si danno da fare per il turismo di più in montagna, tra gli alpeggi della Val Veddasca e della Val Dumentina, che a Luino dove le condizioni sono più favorevoli. Secondo Paolo Brosio, volto noto del giornalismo e conduttore di Linea Verde, la fotografia del Luinese è questa. «Luino è una bella città ma è piegata su se stessa, si muove pigra e necessita di una scossa – ha detto il conduttore Rai – mentre sugli alpeggi ci si impegna a creare agriturismi con prodotti di qualità».
Mancano gli alberghi di qualità, mancano locali di tendenza, non c’è una cultura dell’ospitalità, queste sono le mancanze di un territorio che potenzialmente potrebbe esprimere molto di più aiutati da un contesto ambientale favorevole. Il giornalista, che ha girato una puntata di Linea Verde proprio nel Varesotto e che ha avuto un buon successo, sarà oggi il moderatore del forum sui programmi di sviluppo locale voluto dalla Comunità montana valli del Luinese al museo Parisi-Valle di Maccagno al quale partecipano tutte le realtà territoriali più importanti del lago e della montagna non solo varesine ma anche del Piemonte e della vicinissima Svizzera. Oggi si discuterà di come armonizzare i vari piani di sviluppo locale in modo da creare un sistema turistico completo nel quale ognuno si impegna a migliorare le strutture esistenti. «Bisogna mettere intorno ad un tavolo amministratori e investitori privati – ha detto ancora Brosio – per fare in modo che le esigenze vengano esposte e si trovi un punto di contatto».
A sei anni dall’apertura dei fondi Obiettivo 2 nel Luinese le amministrazioni si guardano in faccia, fanno un bilancio e guardano ad una programmazione futura in quanto ora si riapriranno altri bandi con i soldi che i comuni stessi stanno restituendo all’Europa. Ma per Brosio il treno dello sviluppo turistico non è ancora perso e guarda al lago di Garda:«Guardate cosa succede là – conclude Brosio – lago e montagna unite da una teleferica, grandi stazioni balneari, sport acquatici e locali e luoghi di divertimento. Quello è il modello da seguire»
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