«Campagna per il nuovo stadio, una mossa elettorale»
Intervento del segretario di Rifondazione Comunista sulla recente campagna per salvarle l’Ossola
riceviamo e pubblichiamo
Dopo un periodo di silenzio, vedo rilanciata la campagna per lo stadio e che a farsene protagonista è nuovamente il comitato di sostegno, promotore della raccolta firme e di una manifestazione che non ebbe certo le adesioni che i suoi promotori speravano. L’impressione di una mossa elettorale di pressione sui candidati sindaco per superare le perplessità di molte forze politiche, viene rafforzata. La cosa non ci stupisce, è ovvio che ogni soggetto cerchi di utilizzare questa situazione per perorare la sua causa o per contrastare le cause altrui, vediamo ad esempio che i commercianti si oppongono ad uno stadio-centro commerciale. A nome di Rifondazione Comunista avevo da subito criticato l’idea ed il modo in cui era stata presentata, senza sottrarmi al confronto, ma cercando di esplicitare le nostre motivazioni, che trovano conferma nel programma del nostro candidato Sindaco, Antonio Conte, ove si legge: Verrà assecondata l’iniziativa di ristrutturazione globale dello Stadio Ossola con lo strumento del project financing, privilegiandone peraltro una destinazione non solo a scopi sportivi ma anche ad attività ludico-ricreative (multisala, esposizioni, concerti e simili) aperte a significative affluenze, senza oneri per il bilancio comunale.
Infatti la nostra posizione non è contro la necessità di rimettere a norma lo stadio come gli altri impianti sportivi e migliorare la dotazione di servizi per le attività sportive o ludico-ricreative cittadine. La nostra posizione è contro il tentativo di far passare sotto totale controllo privato gli impianti sportivi, il tentativo di utilizzare le convenzioni con le società sportive per aprire la strada ad interventi di altra natura, immobiliari, commerciali, senza controllo pubblico.La nostra posizione è che si debba coinvolgere la cittadinanza, a partire dai residenti nella zona, e che l’amministrazione pubblica non debba privilegiare gli interessi delle società professionistiche e dei loro sponsor, ma quanti praticano attività sportive per passione e le società dilettantistiche e le associazioni sportive che organizzano questa passione. Queste sono le stesse società che hanno regolarmente pagato e regolarmente pagano l’utilizzo di impianti perifierici sui quali da troppo tempo non si investe, al contrario di certe società che non hanno pagato nemmeno l’acqua o il riscaldamento….oltre che gli affitti. Il progetto esibito sinora, con le sue implicazioni commerciali, aumenterebbe il numero dei veicoli circolanti ed il conseguente inquinamento ed aumenterebbe la densità urbanistica dell’area (non basta fare dei disegni di uno stadio che sembra in mezzo a prati e boschi), un’area densamente abitata, con tre scuole, vicina ad un centro commerciale, un’area su cui sono stati presentati altri pesanti progetti immobiliari, anche a fini commerciali.
Non ci sembra giusto utilizzare la passione sportiva dei tifosi, specie se giovani, per spingere un’operazione economica,non ci sembra giusto far leva sul bisogno di lavoro di tante/i per imporre ancora una volta un insediamento commerciale, sapendo che ogni posto di lavoro nella grande distribuzione ne cancella più di uno all’interno del settore. Se il problema è lo stadio discutiamo come adeguare, gestire, ampliare la vocazione pubblica di un impianto sportivo: questo è l’interesse pubblico, che può relazionarsi con un legittimo interesse privato. Ci sembra quindi corretto rispondere alle sollecitazioni ribadendo le modalità che reputiamo necessarie, stante anche il bando emanato dal Commissario prefettizio:discussione in Circoscrizione e in Consiglio Comunale (quello decaduto non ha mai approvato nulla, servendo una variazione del PRG), inserimento della questione stadio nel quadro di una seria valutazione dello stato e del fabbisogno di impianti sportivi pubblici ed aperti al pubblico utilizzo, valutazione dei progetti alla luce degli altri interventi proposti nella zona interessata e realizzando una seria valutazione ambientale. Ci sembra corretto confermare che è nostra intenzione separare la questione dello stato e del futuro dello stadio da quella del Varese 1910 e della sua necessità di sponsor economici e, conseguentemente, esprimere parere negativo alla realizzazione di un nuovo centro commerciale, collaborando alla ricerca di altre, possibili, soluzioni.
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