Di Gregorio: «Non ho paura di affrontare i problemi spinosi»
Il candidato di "Cittiglio da vivere": «Prima di tutto mettiamo mano agli edifici scolastici»
«Ma le par possibile che la maggior opera pubblica che c’è nel programma dei miei avversari, è l’ampliamento del cimitero? E questo senza nemmeno avere a disposizione un censimento delle concessioni. Se questo è un progetto…».
Sandro Di Gregorio (nella foto), candidato sindaco per la lista "Cittiglio da vivere", parte all’attacco. Nato («per caso» sostiene lui ndr) in Abruzzo nel 1942, cresciuto e laureatosi a Roma, ha svolto per 35 anni l’incarico di segretario comunale in molti paesi della Valcuvia e del Medio Verbano compreso Cittiglio, dove vive da oltre trent’anni. Sposato, tre figlie, Di Gregorio guida una compagine che lui stesso definisce «esigente e piena di persone che intendono risolvere i problemi del paese senza paura di affrontare anche situazioni difficili».
Dottor Di Gregorio, come spiega la sua "discesa in campo" contro due candidati forti come Galliani e Marzaro, entrambi con una lunga esperienza da sindaco alle spalle?
«È semplice: il nostro comune arriva da un lungo periodo in cui gli amministratori, cioè proprio Galliani e Marzaro, hanno pensato solo a svolgere manutenzioni senza avere un progetto concreto o una visione strategica per Cittiglio. Noi siamo una lista civica, abbiamo un programma con alcuni punti coraggiosi e importanti e non abbiamo paura di affrontare problematiche spinose».
Nella sua lista compaiono però un ex vicesindaco e due ex assessori; non è imputabile anche a loro l’immobilismo che lei denuncia?
«Buzzi è stato vicesindaco per un breve periodo, è persona preparata ed entusiasta del nostro progetto, mentre sia Scalco che Sammartini sono stati in Giunta parecchi anni fa ma uscirono dalla lista di Marzaro proprio perché in disaccordo sul modo di governare il paese. Non vedo nessuna contraddizione nella loro presenza in "Cittiglio da vivere"».
Quale sarà il punto centrale su cui intendete battervi una volta eletti?
«Cittiglio ha un grosso e pressante problema che riguarda i due plessi scolastici. Presso le elementari oltre alle aule ci sono grandi spazi poco utilizzati ma pure una palestra inadeguata; le medie sono in una posizione pericolosa. A nostro parere si dovrebbero portare tutti gli studenti dove ora ci sono le elementari, ottimizzando quegli spazi e creando i servizi che ora mancano. L’edificio delle medie sarebbe così adibito a biblioteca e sede per le associazioni. Ricordiamoci che a Cittiglio saranno creati 250 nuovi alloggi: aumenteranno i bambini e i ragazzi e sarà fondamentale adeguare le strutture».
Al di là di quest’opera strutturale ci può indicare altre esigenze che lei ritiene fondamentali per Cittiglio?
«L’attenzione verso l’ambiente e la lotta agli sprechi: non scelgo questi temi a caso. Sull’ambiente ci sono alcune questioni aperte da affrontare una volta per tutte. Il Boesio è l’affluente più inquinato tra quelli del Lago Maggiore, come segnala uno studio dell’Insubria; a pochi metri da Cittiglio c’è un enorme cementificio che rischia di rovinare la qualità dell’aria: in entrambi i casi c’è grave carenza di controllo e monitoraggio. Poi bisogna pensare al problema del collettore fognario a cielo aperto che lambisce in un tratto il Boesio senza che nessuno sia mai intervenuto.
Sugli sprechi dico questo: si spendono soldi pubblici per mandare due pullman a Camerota per il gemellaggio al posto di utlizzarli per qualcosa di più utile; intendiamoci, l’iniziativa è lodevole ma sarebbe più giusto che i partecipanti si paghino il soggiorno. Su livelli ben più gravi ricordo la questione della Casa Corti, aquistata dal sindaco Galliani nel 1980 e rimasta inutilizzata. Si continua a pensare a come reperire fondi, non se ne trovano, e ci si dimentica che con una parte di quei soldi si potrebbero sistemare le scuole, come suggerito da noi».
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