Un weekend da sognatori tecnologici
Lo promette l'organizzazione tecnica, fatta di piloti acrobatici famosissimi e di grandi appassionati
Chissà se sapesse, il senatore e presidente dell’Associazione Aeroclub d’Italia Giuseppe Leoni (al centro, nel gruppo), di quanto cerchi spasmodicamente notizie su Internet, il suo popolo degli appassionati del volo.
Se lo sapesse, infatti, non avrebbe pronunciato la frase “vedo i ragazzi stare troppo su internet, mentre non ne vedo sui campi di volo”. Una frase di cui però se ne capisce benissimo il senso, considerato anche il valore di promozione che ha proprio l’AeCI: è meglio stare ai bordi di un’aviosuperficie e imparare a volare che rimanere chiusi in casa.
Un senso solo apparentemente banale, perché la passione del volo è stata lungamente cacciata nelle zone d’ombra dell’oblìo, per motivi ambientalisti, antimilitaristi, antiricchi, frutto spesso del più puro fraintendimento: cacciando così nell’oblìo pure metà dell’industria della provincia, nonchè decine di migliaia di appassionati dai modellisti ai piloti acrobatici.
Che saranno però ripagati con tutti gli interessi sabato e domenica prossimi: e a fare felice questo sotterraneo ma sconfinato popolo di sognatori tecnologici con “la testa per aria” sarà l’Insubria air show che dopo due primi anni di rodaggio si presenta nella sua terza edizione alla grande, con protagonisti – meccanici e umani – capaci di emozionare anche chi non ci capisce un acca.
E smettendo di far rimpiangere la Mav, la manifestazione vergiatese che (ha raccolto fino a 100mila persone e che è stata di fatto “sospesa a divinis” causa eccessiva vicinanza dell’aviosuperfice che l’ospitava a Malpensa.
Un programma ricchissimo, molto puntato sul sogno e sullo sport, e sulla possibilità per tutti di alzarsi in volo, la cui organizzazione tecnica è demandata a uno dei famosi piloti acrobatici d’italia, già team manager della squadra nazionale di acrobazia: Luca Salvatori.
« Il programma si snoda in tre parti fondamentali: Innanzitutto, quello dell’aeronautica sportiva. Tra i velivoli di questa parte dell’aviazione che saranno allo show aereo ci sarà il paramotore, che è un parapendio a cui si aggiunge una specie di zaino-motore dietro e che viene chiamato anche velivolo minimale, perché meno di così non si può avere per alzarsi in volo…. – spiega Salvadori – Poi saranno rappresentati gli aerei ultraleggeri, che hanno una grande parte nell’ aviazione leggera: e a guidarli saranno i Baroni Rotti, un aeroclub di valentissimi piloti disabili. Poi ci saranno, ovviamente, gli alianti, sia in esposizione che in volo: un omaggio ai padroni di casa dell’aeroclub di Calcinate» e infine aggiungiamo noi, ci saranno pure le mongolfiere: esibite questa volta anche in notturna.
La seconda parte della kermesse è dedicata al trofeo Reggiani, che è «Un trofeo di acrobazia sportiva giunto all’undicesima edizione – spiega il direttore tecnico – di classe libera: il che significa che i piloti, che arrivano da tutta Europa, possono andare oltre il catalogo delle 5000 figure acrobatiche già inventate, ma sbizzarrirsi con figure nuove. E vederete cosa sapranno fare quegli aeroplanini a elica che si presenteranno in gara»
Delle Frecce tricolori e della squadra Redbull già si è detto, anche se è importante sottolineare che si tratta di velivoli molto diversi tra loro: la squadra acrobatica dei Redbull, infatti i cui piloti sono quasi tutti ex frecce tricolori, monta infatti dei Sukoi, piccoli aerei ad elica straordinariamente agili. Niente a che vedere perciò con il rombo dei motori a reazione delle frecce, ma con una capacità straordinaria di volteggiare…
Ma in volo su Varese ci saranno anche delle vere e proprie chicche: gli aerei autocostruiti per esempio, che a dire il vero strani non sono perché non è per niente raro che un appassionato decida, nel corso della sua vita di pilota, di “farsi da sé” il suo modello preferito. Oppure alcuni velivoli di importanza storica, di cui ancora non ci sono anticipazioni. Oppure infine si potrà assistere all’esibizione di un Canadair sul lago, uno di quegli aerei antincendio che simulerà la sua capacità di carico e scarico proprio nelle acque del lago di Varese: esibizione – vedere per credere – molto più sopettacoilare che tecnica.
Ma le vere star umane e tecnologiche saranno evidentemente Maurizio Cheli, pilota spaziale che per la prima volta diventerà pilota spettacolare feaglando un passaggio al prototipo dell’Eurofighter, e il comandante Olinto Cecconello (nella foto) pilota collaudatore dell’Aermacchi, che ha 11mila ore di volo "estremo" (guidare un caccia non è mica uno scherzo…) sulle spalle, 180 delle quali solo con l’m346, il nuovo e innovativo modello della casa aeronautica di Venegono.
Che ha ricordato – ad un Leoni in veste di appassionato intervistatore – come il primo volo di collaudo – da lui pilotato – dell’ultimo prototipo Aermacchi l’abbiano fatto alle 8 di mattina, «Così se cade giù non se ne accorge nessuno».
Ma che è ancora ora un «pilota fortunato per avere avuto l’onore di provare tutti gli aerei più nuovi, e poter accumulare così tante ore di volo».
Perchè alla passione del volo, la sfida più grande su cui l’uomo si sia mai incaponito, non si comanda e non si chiedono limiti.
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