Anche Varese ai Mondiali Antirazzisti
Grazie al contributo della Uisp provinciale, una squadra di rifugiati del centro di Via Pola ha partecipato al torneo internazionale di Montecchio (RE)
«Alessandra Marco e Daniele ci hanno fatto vivere un’esperienza bellissima, sono veramente degli ottimi ambasciatori dell’Italia» ha commentato sorridente Musufha Sabally, parlando dei volontari di Eda e Uisp che hanno accompagnato lui e la sua squadra ai Mondiali antirazzisti. La "Via Poleda", rappresentativa composta da rifugiati del centro di Via Pola, ha partecipato all’iniziativa che si è tenuta al parco Enza di Montecchio (RE) la settimana dal 12 al 16 luglio. Una possibilità offerta loro dalla Uisp Varesina, che ha messo in palio due iscrizioni al torneo internazionale per i vincitori del torneo “Un calcio al Razzismo” organizzato lo scorso 11 giugno a Malnate e il 1 luglio alle Bustecche. Oltre alla “Via Poleda”, anche un gruppo del quartiere di Belforte è ha fatto parte dei tanti team che si sono sfidati al parco "Enza". «È stata settimana all’insegna del dialogo e della voglia di stare insieme» ha detto Alessandra Pessina della UISP. Oltre 200 le squadre da tutte le parti del mondo iscritte al torneo. «La competizione è stata importante ma non fondamentale- hanno spiegato i volontari – al centro è stato posto il tema dello sport come momento di aggregazione e strumento per l’abbattimento delle barriere del razzismo e della guerra». Per questo motivo, oltre ai premi per le squadre vincitrici, sono stati assegnati tanti altri riconoscimenti ai team distintisi anche fuori dal campo. Per questo è stata consegnata la Coppa Amici ai tanti rappresentanti della comunità cingalese che hanno curato lapulizia del parco. Altri premi, quello per il tifo più colorito, per la divisa più elegante per le migliori iniziative culturali organizzate. I mondiali di Montecchio sono infatti stati prima di tutto un momento di scambio tra le tante persone di cultura e nazionalità diverse. Un esempio è stata la piazza Antirazzista, uno spazio all’interno del Parco Enza, dove ognuno poteva lasciare una sua foto, un messaggio o semplicemente scrivere una frase. Un altro aspetto interessante è stato il fatto che non ci fossero arbitri a regolare le partite. Gli organizzatori sono intervenuti solo in pochi casi e hanno immediatamente interrotto i giochi, non appena sono sorti piccoli diverbi. «È una decisione motivata dal desiderio di caratterizzare in senso amichevole e conviviale le partite, secondo lo spirito del torneo» hanno spiegato i volontari.
Grande entusiasmo da parte degli asilanti del centro di Via Pola, che hanno fatto parte della rappresentativa di Eda Varese. «L’atmosfera che abbiamo respirato in questi giorni è stata veramente fantastica –hanno commentato Nahom Weldeyesus, attaccante eritreo, (“sacrificato in difesa per esigenze di squadra” come tiene a precisare). Il venticinquenne è arrivato in Italia da tre mesi. «Nel mio paese i giovani, appena usciti da scuola, vengono direttamente arruolati nell’esercito per combattere contro gli etiopi» ha fatto sapere. «Tra di noi abbiamo parlato con il linguaggio del campo» ha commentato poi l’unico ispanico del gruppo, Oscar Diego Martinez, roccioso difensore colombiano. «Ci teniamo a ringraziare ai ragazzi dell’EDA e della Uisp che, in questa settimana, ci hanno fatto sentire, veramente a casa» ha concluso Musupha Sabally, il “Fabio Grosso di Via Poleda”, come è stato definito per le sue incursioni sulla fascia.
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