Rice: “La fine delle ostilità è urgente”

Il segretario di Stato Usa e le forze diplomatiche europee in Israele sondano la possibilità di una tregua, mentre gli Heizbollah non sono disposti a trattare

In procinto di partire per il Medio Oriente il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha dichiarato ai giornalisti che la fine delle ostilità nel sud del Libano è “urgente”. “E’ molto importante stabilire le condizioni per il cessate il fuoco”,  ha spiegato la Rice sottolineando l’urgenza della situazione e l’importanza di raggiungere delle condizioni “sostenibili” per la sospensione dei bombardamenti.
Gli incontri del Segretario di Stato a Gerusalemme e nei territori limitrofi hanno come obiettivo anche la definizione di aiuti umanitari per alleviare la forte crisi delle ultime due settimane, nata dagli scontri tra Hezbollah ed Israele. Già da 12 giorni, infatti, missili e colpi di cannone stanno mettendo a ferro e fuoco Beirut, e i quartieri a sud della città sono ormai in ginocchio sotto le proprie macerie: 9 attacchi solo la notte scorsa. Nelle stesse ore anche Baalbek, città storica verso il confine siriano nella  valle della Bekaa ed il porto di Sidone venivano bombardate. Gli attacchi continuati di Israele sarebbero diretti a eliminare il più possibile la presenza degli Hezbollah filo-iraniani così da ridurre le possibilità di movimento e rifornimento del gruppo libanese.
Nel contempo, le affermazioni del leader degli Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, pubblicate oggi sul quotidiano As-Safir Daily, non lasciano molte speranze in una possibilità di dialogo con le forze Israeliane: “Le incursione israeliane non otterranno risultati politici a meno che realizzino degli obiettivi annunciati, il più importante arrestare il bombardamento degli insediamenti sionistici … e assicuro che questo obiettivo non sarà realizzato", dichiara Nasrallah. Anche la Siria minaccia di entrare nel conflitto a fianco dei miliziani qualora Israele dovesse invadere i territori libanesi o spingersi troppo vicino ai confini siriani. Queste dichiarazioni sono arrivate proprio quando la diplomazia statunitense ed europea si accinge ad organizzare incontri con dirigenti israeliani nella speranza di organizzare giungere ad un compromesso ed infine ad una tregua.
Il premier Israeliano Ehud Olmer ha dichiarato in un colloquio con la diplomazia tedesca la disponibilità di Israele nei confronti di un possibile intervento militare UE nelle zone a sud del Libano, una volta “definito il suo mandato”.
Le forze europee e italiane sono comunque già all’opera con gli organismi Onu. Roberto Punzo un ufficiale elicotterista dell’UNTSO (un organismo di sorveglianza Onu insediato nella zona dal 1958) è stato ferito gravemente da una scheggia e trasferito in elicottero all’ospedale di Haifa, e oggi, dopo essere stato sottoposto ad un’operazione dei medici israeliani, e’  fuori pericolo.
Infine, è arrivato inaspettatamente l’ annuncio del ministro degli esteri libanese, lo sciita Fauzi Sallukh, vicino ad Hezbollah, di una disponibilità – peraltro già espressa nei giorni scorsi dal loro capo, Hassan Nasrallah – dei guerriglieri ad un negoziato per scambiare i due soldati israeliani catturati 12 giorni fa con detenuti libanesi in Israele.

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Pubblicato il 24 Luglio 2006
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