Studenti lavoratori a Varese, un identikit
Un mini-sondaggio per scoprire quali sono i lavori preferiti dagli universitari per mantenersi agli studi
Agosto: tempo di vacanze, mare e relax, ma anche di lavoretti estivi, soprattutto per gli studenti universitari in pausa dagli esami. Molti di loro lavorano anche durante l’anno, mantenendosi agli studi con attività più o meno part-time: quali sono quelle più diffuse? Abbiamo fatto una piccola indagine, non pretendendo certo di fare un’indagine statistica ma cercando le linee generali, che variano da corso a corso.
I corsi di laurea sanitari lasciano, quasi sempre, poco spazio per un’attività part-time: in particolare le lauree sanitarie triennali hanno un piano di studi troppo impegnativo e “concentrato” nel tempo. «In tre anni dobbiamo acquisire una formazione sia teorica sia professionalizzante – ci spiega Laura, iscritta a Scienze Infermieristiche – per questo le nostre settimane sono molto intense: nei giorni di lezioni siamo in università tutto il giorno, nei giorni di tirocinio siamo impegnati in ospedale per le otto ore del turno. Non abbiamo tempo per altre attività; del resto, l’attività di tirocinio può essere considerata un vero e proprio lavoro». Gli aspiranti medici riescono ad avere il tempo per i tipici lavoretti “da universitario” (dal cameriere al commesso), in attesa di poter esercitare la propria – delicata – professione.
Più vicini agli studi universitari i lavori degli studenti di Informatica: sono in diversi ad arrotondare smanettando sul pc, risolvendo problemi a tecnici o realizzando siti su richiesta. Alcuni decidono di avviare un’attività propria: è il caso di Alessandro e Christian, che a settembre 2004 hanno aperto Alphabit, una piccola azienda di informatica. «I servizi che offriamo sono la costruzione di siti e software, design grafico 2D e 3D, hosting e housing di spazi web. L’università è sicuramente una bella esperienza, ma la maggior parte delle cose utili per il mio lavoro le ho imparate sul campo e con le mie ricerche personali…il corso troppo spesso privilegia la teoria a scapito della pratica, per la quale mi è stata più utile la mia formazione di perito delle telecomunicazioni».
Non solo numeri per gli economisti: c’è chi collabora con lo studio di un commercialista, chi nell’ufficio dei Caf (i Centri di Assistenza Fiscale), ma anche chi decide di fare l’allenatore sportivo del proprio sport preferito o, tipicamente, si mantiene agli studi facendo il commesso e la babysitter. Come in tutti i corsi, anche a Economia sono molti a iscriversi alle collaborazioni studentesche, le cosiddette "150 ore", che prevedono l’impegno retribuito degli studenti nelle strutture didattiche e scientifiche dell’ateneo.
A Scienze della comunicazione ce n’è per tutti i gusti: baristi, commessi, ma anche pr e collaboratori di giornali (ben quattro sono a VareseNews). Data la frequenza non obbligatoria e l’elasticità dei corsi, qui troviamo anche il maggior numero di studenti lavoratori a tempo pieno; spesso grafici pubblicitari, dipendenti nel marketing o nelle telecomunicazioni, in ogni caso impegnati nel settore della comunicazione e decisi a fare “un salto di qualità” e dare alla propria professionalità il valore aggiunto di una formazione universitaria. Mauro, sposato e con un bambino di un anno e mezzo, lavora da 17 anni: «Purtroppo alla fine della maturità, per questioni familiari ed economiche, non ho potuto iscrivermi all’università, quindi ho iniziato immediatamente ad addentrarmi nel mondo del lavoro. Da diverso tempo lavoro nel marketing; avendo raggiunto in questi anni una posizione economica "decente", tre anni orsono ho potuto coronare il mio sogno: iscrivermi all’università! Ho scelto Scienze della comunicazione perchè coniugava materie umanistiche ed informatiche in un giusto mix…proprio quello che cercavo. Ora sono quasi alla fine, mi mancano 5 esami e finalmente raggiungerò il mio obiettivo. E’ stata dura ed è ancora dura, ma sono convinto che la soddisfazione alla fine sarà ancora più grande!».
Frequenti l’Insubria e vuoi raccontare la tua storia di studente lavoratore? Scrivici a redazione@varesenews.it…
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