Tre “bambi” dal manto bianco nel parco degli Aironi
Gli esemplari convivono protetti insieme ad un centinaio di daini, cinque cervi, capre e mufloni
Per i gestori del parco è tutto normale. I tre daini bianchi (foto di repertorio) che da qualche anno scorrazzano nel verde dell’area protetta “Gli aironi” fanno ormai parte della famiglia. Non si può però negare che per i visitatori questi animali siano uno spettacolo decisamente sorprendente.
Gli esemplari dal manto albino vivono liberi nei confini del parco di Gerenzano insieme ad un centinaio di altri “dama dama” scuri o maculati, i classici “Bambi” dal manto a macchie bianche. Ma i tre animali sono solo alcuni degli ospiti del parco del sud del Varesotto nato da un progetto di recupero di una vastissima area – circa 45 ettari – dove prima sorgeva una discarica dell’Azienda municipalizzata milanese Amsa. Con i daini infatti convivono al sicuro anche alcuni cervi, una trentina di mufloni, molte capre e molte altre specie protette.
«È un patrimonio faunistico acquistato senza intaccare le casse comunali – precisa Giuseppina Vanzulli, assessore all’ecologia del paesino del sud della provincia -. Gli animali sono stati acquistati con il ricavato di donazioni o di sponsorizzazioni e per la maggior parte con i fondi dell’Amsa di Milano».
Ai daini è lasciata a disposizione quasi la metà della superficie protetta, un’area di una ventina di ettari, per il momento delimitata ma che in futuro si pensa di estendere a tutta la riserva. «Il nostro sogno è quello di lasciarli liberi per il parco – ha aggiunto l’assessore – ma per il momento dobbiamo pensare anche a proteggere i germogli delle nuove piante che i daini potrebbero danneggiare. Per i cinque esemplari di cervi invece il discorso è diverso. Sono considerati "pericolosi" secondo le norme provinciali e per questo motivo li dobbiamo ospitare in ambiti recintati».
Un habitat invidiabile che oltre agli inquilini richiama anche qualche "estraneo". È il caso di un gruppo di daini dei boschi vicini che, attirato dagli animali protetti, si è introdotto nel territorio del parco.
«Questa notizia è stata completamente travisata – ha concluso Giuseppina Vanzulli – sono circolate delle notizie assurde. Non è assolutamente vero che abbiamo autorizzato l’abbattimento degli esemplari in esubero. I daini che si sono introdotti nel parco sono stati recuperati dalle squadre della provincia e noi abbiamo dato la disponibilità ad accoglierli insieme agli altri al posto di sopprimerli. Io stessa ho passato alcune notti in piedi per fermare i bracconieri e i pescatori di frodo che bazzicavano da queste parti sarebbe proprio un controsenso impegnarsi così tanto per la tutela dei nostri "ospiti" e poi autorizzarne l’uccisione».
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