A Travedona le pupe svezzano i secchioni

Presentato il reality sperimentale realizzato nella villa La Motta. I due conduttori, Federica Panicucci ed Enrico Papi, raccontano come sarà il programma

Giovedì i 14 concorrenti entreranno nella villa "La Motta" di Travedona Monate. Sono i ragazzi della “Pupa e il secchione”, pragramma di Italia 1 che andrà in onda proprio giovedì 7 settembre in prima serata e che sarà condotto da Federica Panicucci ed Enrico Papi. «Due mondi diversi, decisamente opposti, che si confrontano, ognuno con delle mancanze da compensare – ha spiegato con la sua solita parlantina, veloce e sicura, la Panicucci, martedì mattina, a Milano, dove si è svolta la presentazione del programma tv -. Sette ragazzi e sette ragazze che raccontano il loro mondo di appartenenza, uno un po’ frivolo, fatto solo di apparenza, e l’altro, seppur molto intelligente, con difficoltà a interagire nella società».

Durante l’incontro sono state spiegate le finalità sociologiche del programma, anche se la produzione, la Endemol Italia, e i dirigenti della programmazione di Italia 1, non hanno negato che «Ci troviamo di fronte a un esperimento, un comedy show, dove i concorrenti non saranno segregati in casa, anzi. Compito delle “pupe” sarà quello di portare fuori i ragazzi, far loro conoscere la mondanità. Mentre i “secchioni” avranno il compito di istruire le ragazze, convincerle che un cervello serve a qualcosa».
La produzione ha spiegato che «nessuno vuole dare giudizi. Voler avere a tutti i costi un corpo perfetto non è meglio o peggio di chi utilizza solo il cervello. Sicuramente entrambi hanno delle mancanze e noi cerceremo di compensarle».
Il gioco è semplice: 7 ragazzi super intelligenti e un po’ bruttini, e 7 ragazze, piuttosto svampite ma con un corpo da modelle, formeranno sette coppie. Dormiranno insieme, anche nello stesso letto, ogni coppia avrà una stanza, studieranno, faranno delle prove di intelligenza e di mondanità. La coppia che vince, al termine delle sei settimane, si aggiudica un premio da 200 mila euro. A giudicarli non sarà un televoto, come nei soliti reality, ma una giuria apposita composta da: Alessandra Mussolini, Gianluca Nicoletti, Platinette, Vittorio Sgarbi e Maria Monsè.

Resi noti i nomi dei concorrenti: nessuno proviene da Varese e la produzione ha fatto notare che i timidi “secchioni” provengono soprattutto dal Nord Italia, mentre le “pupe” da tutta la penisola. Durante l’incontro mostrato anche un filmato con i provini affrontati in questi giorni dai due gruppi (in un ritiro che non è stato reso noto, si stanno formando le coppie che entreranno nella casa).
«Ho incontrato i ragazzi, abbiamo parlato e ho conosciuto un po’ i loro mondi – racconta la Panicucci (foto) -. Cinque dei ragazzi non hanno mai fatto l’amore, mentre quattro di loro non hanno mai nemmeno baciato una ragazza. E di colpo si ritroveranno a dormire con ragazze che a momenti vanno a letto vestite solo con la culotte. Questo è solo un esempio di cosa può succedere, non si tratta di sesso o soldi, ma di mettere a confronto ragazzi che hanno dedicato la propria vita allo studio, e quindi un po’ timidi, con ragazze invece molto sveglie da punto di vista sociale».
Ragazze che hanno anche poco a che fare con il mondo, da quanto emerge da alcune risposte di cultura generale date alla produzione durante la selezione: Garibaldi fa parte delle brigate rosse, Gandhi è un dittatore comunista, Bertinotti è un attore di soap opera.

Anche i ragazzi sono piuttosto particolari: uno di loro è campione mondiale di enigmistica, un altro colleziona tarantole e parla solo di sistemi, un altro è un astrofisico. «Non si tratta di psicopatici, pensate che per un paio di loro ci hanno scritto persino le loro madri per farli urscire dal loro guscio» ha spiegato la presentatrice. Per Papi (foto) invece «è importante che emerga il lato da commedia di questo reality. Non vogliamo fare un esperimento sociologico, ma solo raccontare in maniera divertente il mondo che ci circonda».

Sul perché sia stata scelta proprio la villa di Monate, la produzione ha spiegato ulteriormente la propria scelta, motivandola non solo dal punto di vista logistico, ma anche artistico: «Unire due mondi non è semplice, ci vuole anche la scenografia giusta. La casa è vicina agli studi di Cologno, ma sono anche le caratteristiche ottocentesche della casa che ci hanno colpito: con un arredamento moderno, uniamo anche nella scenografia i mondi che facciamo convivere, fashion e classico. Inoltre, cercavamo un posto isolato che ben si adattasse allo studio, alla concentrazione, ma che non fosse troppo lontano dalla vita mondana».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Settembre 2006
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