Le tracce dei 6 racconti vincitori del Premio Chiara Giovani

Il tema del Premio Chiara Giovani 2006 era "Ladri di parole". Alla segreteria del premio sono giunti oltre 200 manoscritti

“Ladri (se preferite ladre) di parole” di Rachele DELUCCHI– Arogno, Svizzera, del ’83 universitaria

Protocollo di un furto in pagina.

La congettura è di chi legge, ma anche di chi è derubato credendo di rubare. La congettura è di inchiostro o di manette. E’ del Ladro. Perché forse rubare una parola è rubare il bianco ad una pagina (prospettiva impaginabile). O rubare il nero ad uno scrittore (prospettiva impaginata). Comunque vada, alla fine rimarrà sempre una parola.

 “Confessioni di un Ladro di Libri” di Jacopo GALLI – Orzinuovi (BS), del ’85 universitario

Un impenitente ladro di libri di fronte al giudizio: le sue colpe e le sue rimostranze, le sue intenzioni e i suoi peccati. Una piccola avventura extraterrena tra la barzelletta e la divina commedia tutta incentrata su un piccolo peccatuccio alla voce furto: 1136 libri!

“Ladro di parole?” di Laura MALVICINI – Varese, del ’86 universitaria

Il racconto è incentrato sulle difficoltà di un uomo, ormai non più giovane, di ordinare una bevanda in un bar. Il senso di nullità lo travolge e si ritrova ad osservare le rughe che ricoprono il suo volto. Ma alla fine, grazie anche alla comparsa del nipote, capovolge la sua visione del mondo, giungendo a scorgerla sotto aspetti positivi. E, usando una metafora, a vedere “il bicchiere mezzo pieno”.

“Ferite di carta” di Silvia MONTEMURRO – Chiavenna (SO), del ’87 studentessa

Una donna scrive delle lettere all’uomo che l’aveva abbandonata e le spedisce all’ inesistente indirizzo che lui le aveva lasciato. Un postino legge le sue parole e si innamora di lei. Solo quando giunge l’ultima lettera desolata, Matteo si deciderà a far visita alla donna, per conoscerla e confessare il suo “crimine”.

“Ladro di parole” di Michele SCAPINELLO – Morazzone (VA), del ’87 studente

Michele cammina, cammina per il corridoio e cammina anche e soprattutto dentro di sé, mentre lotta con la paura di esprimere a pieno i propri sentimenti, la stessa paura che lo getta nel panico perché il mondo in cui viviamo oggi è un mondo fatto di parole, ma mentre dentro di sé il suo sentimento è più vivo e nitido che mai qualcosa lo blocca e gli impedisce di dire ciò che prova. Per fortuna anche qui, anche oggi, esiste qualcosa di più forte di una parola.

“Ladro di parole” di Roberta Maria ZACCURI – Arcisate (VA), del ’87 studentessa

Una ragazza scrive una lettera alla gemella morta dopo essersi resa conto che la prematura scomparsa della sorella non ha concesso loro il tempo di discutere riguardo al segreto che le aveva divise.

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 17 Settembre 2006
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