Pochi orologiai: l’industria del tempo rischia il ritardo

Riesplode il mercato dell'orologio di lusso. Ma il paese della precisione soffre una carenza di personale

Come si fa ad essere proverbiale terra della precisione se ci sono pochi orologiai? Già, a quanto pare in questi anni la Svizzera si troverà ad affrontare un problema dal quale dipende il suo orgoglio nazionale. L’industria degli orologi di lusso è fiorente più che mai, dopo il periodo di crisi 71-83, ed oggi i grandi produttori elvetici si ritrovano senza personale qualificato. Se qualcosa non cambierà in futuro potrebbe essere difficile affrontare la richiesta di mercato, e il rischio è quello di cadere nella tentazione di esportare la produzione ad oriente, per poi “chiudere” l’orologio in Svizzera giusto per mantenere quel “Made in Switzerland” che tanto attira sul mercato. 

Se gli orologiai vorranno presentarsi puntuali all’appuntamento del 2010, i settori tecnici dovranno cercare 2200 lavoratori specializzati in più, quindi è necessaria una crescita del 18% del personale (considerando valido il contributo di forza lavoro frontaliero). Un personale non facile da formare, con almeno due anni di scuola specialistica e una importantissima fase di praticantato. Ma questi dati sono affidabili, perché divulgati ieri dalla CPIH, una forte associazione degli orologiai svizzeri.

Ma perché ci sono così pochi orologiai? A parte la complessità della formazione, e la necessità di incontrare aziende disponibili al praticantato, c’è da tenere in considerazione il calo di prestigio della professione durante gli anni ’80. Per questo l’intenzione è quella di creare campagne di comunicazione che aiutino a rivalutare l’impiego di ingegneri, disegnatori, lucidatori, rifinitori, incastonatori e incisori. In ogni caso la promessa di un posto di lavoro sembra aver già contribuito a risolvere il problema: nel 2005 le scuole tecniche hanno registrato un boom di iscrizioni, e nel 2006 è previsto lo stesso successo. Ora tocca alle grandi aziende svizzere approntare una buona politica di praticantato, ma da questo dipende il loro successo e quindi già oggi sono nate molte formule che agevoleranno l’assunzione di stagisti, in collaborazione con i sindacati.

Quindi, più che preoccupazione, gli orologiai svizzeri ostentano soddisfazione. La richiesta di personale sembra quasi un segnale d’altri tempi, indizio inconfutabile di un imprevisto successo dell’orologio di lusso. Proprio grazie a questo settore, ad esempio, la nota Swatch Group si è decisamente risollevata, registrando nel 2006 il giro di affari record di 330 milioni di franchi, un aumento del 23% rispetto all’anno precedente.

La precisione svizzera, forse, difenderà ancora a lungo il suo primato…

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Pubblicato il 06 Settembre 2006
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