Storti: «Non chiudete il Leoncavallo e non trasformatelo in ristorante per vip»

Il Capogruppo dei Comunisti Italiani in Regione Lombardia sul celebre centro sociale milanese

Riceviamo e pubblichiamo

 

Spero che il Leoncavallo non chiuda – dichiara Bebo Storti capogruppo dei Comunisti Italiani in Regione Lombardia – mantenga il suo ruolo di polo della cultura alternativa milanese e, soprattutto, non sia trasformato in ristorante per vip.

Il Leonka è un istituzione troppo importante per Milano; non dimentichiamo che ha ospitato artisti internazionali, premi Nobel, premi Oscar, è sempre stato un punto di riferimento per quelle realtà culturali e sociali alternative presenti a Milano nonostante il disastro degli ultimi venti anni.

Gli amministratori milanesi, anzi lombardi – continua  Bebo Storti – non fanno altro che raccontarci e descriverci il ruolo europeo di Milano. Questa è l’occasione per dimostrarcelo: non c’è capitale europea che non abbia luoghi di cultura alternativa come il Leoncavallo e che non finanzi i loro progetti. E’ urgente per Milano investire non solo sulla tradizione, ammesso che lo faccia, o sul divertimento mordi e fuggi. In giro per l’Europa  c’è tutto un altro mondo, un’altra cultura, un’altra arte.

Consiglio al sindaco Letizia Moratti, che dal Giappone ci invia messaggi tranquillizzanti per le nostre tasche, di invitare i membri della sua giunta a contare fino a mille prima di pronunciarsi in dichiarazioni surreali.

Francamente – conclude Bebo Storti-  sentir parlare del Leoncavallo come “nemico numero uno di Milano” o “salotto buono con pasticcini”, merita la spesa di una telefonata da Tokio. La faccia signora Moratti.

 

Bebo Storti

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Pubblicato il 14 Settembre 2006
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