Bolidi sulla strada, vere armi improprie
La maggior parte delle case automobilistiche produce modelli che eguagliano o superano la velocità di 200 Km/h. In una ricerca del "Centauro" dati e proposte
La domanda è sempre la stessa: perché se ci sono dei limiti di velocità si producono e si vendono automobili e motociclette che lo superano abbondantemente? La domanda diventa imbarazzante se si aggiunge un dato: la maggior parte dei conducenti di queste macchine sono giovani.
Su questo tema “Il Centauro”, organo ufficiale dell’Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale), ha condotto una ricerca. «Sono troppi i modelli di auto e moto assolutamente inadeguati per potenza e velocità rispetto a conducenti inesperti e facilmente inclini alla ricerca di emozioni, in un contesto di celebrazione della velocità, come simbolo di forte emozione. Troppe auto e moto sviluppano potenze che rendono difficilmente governabile un mezzo» scrivono gli autori della ricerca.
Basandosi sui dati forniti da “Quattroruote”, la ricerca afferma che, delle 54 marche presenti sul mercato italiano, ben 46, pari all’85,1%, producono modelli che eguagliano o superano la velocità massima di 200 Km/h. Di queste 42 eguagliano o superano i 220 Km/h, 77,7%. Sono invece 36 le marche che toccano e superano i 230, percentuale 66,6%. Quota 240 viene raggiunta da 33 marche pari al 61,1%. La soglia psicologica dei 250 Km/h è toccata e superata ancora da 25 marche su 54, vale a dire il 46,2%.
Secondo gli autori della ricerca, auto di oltre 200 cavalli che raggiungono e superano i 250 -300 km/h, moto da 180 cavalli (potenza che sino a 10 anni fa era desiderabile per un Valentino Rossi in pista) che in prima marcia vanno 130 Km/h e da 0 a 100 in 3 secondi, sono vere armi improprie date in mano a giovani con una scarsa preparazione di base e in un teatro stradale che ha bisogno di più controlli.
Una delle soluzioni potrebbe essere il divieto di condurre mezzi particolarmente potenti nei primi anni di patente, anche se i limiti differenziati per età, è dimostrato, non servono assolutamente a niente. Dovrebbero poi essere organizzati, secondo Asaps, corsi di vera guida sicura per la conduzione dei mezzi più potenti, con prove selettive e interventi sugli aspetti concettuali del vero e sottostimato rischio della velocità orizzontale. Inoltre, si potrebbe prevedere una sorta di borsa di studio a consegna ritardata. In sostanza una parte del costo dei corsi, pari al 50%, andrebbe restituita dallo Stato e dalle Assicurazioni solo dopo 5 anni trascorsi senza che il giovane conducente sia incorso in incidenti stradali.
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