Finalmente un po’ di garbo dopo tanti ragli!
Mogol ospite del Premio Chiara ricorda il grande scrittore e loda gli Zero in condotta
Premio Chiara, ancora grandi momenti dedicati alla musica. Meglio di così non poteva essere il momento culminante del Festival dedicato al racconto e alla parola. Dopo i grandi ospiti di questo mese Eugenio Finardi, Samuele Bersani, Moni Ovadia e molti altri, ecco un’altra sorpresa. Nell’attesa del super vincitore 2006, di fronte ad una platea di primordine e ad uno spettatore d’eccezione, Giulio Rapetti in arte Mogol ecco salire sul palco una bella realtà musicale: gli Zero in condotta, coro Pop-Jazz a cappella composto da talentuosi giovani della Brianza. Guidati dal Maestro Pasquale Amico, i ragazzi hanno deliziato il pubblico con l’arrangiamento di un brano dei Depeche Mode e l’omaggio a Mogol e Battisti di “Non è Francesca” e “Balla Linda”. Lo stesso Mogol ha dimostrato di gradire molto questa parentesi alzandosi in piedi e applaudendo con calore il coro di Marasso di Missaglia (Lecco), e poi ha commentato “Questi ragazzi si chiamano Zero in condotta ma meriterebbero un bel 10. Finalmente dopo tanti ragli un po’ di garbo!”. 
Questa “benedizione” arriva a coronamento di un lungo lavoro portato avanti dal maestro Amico, che alle spalle ha trent’anni di carriera dedicati al jazz e pop in versione a cappella con una particolare predilezione per la musica di Battisti e Mogol. Fondatore del Centro Ricreativo Corale della Brianza (CRC), il Maestro Amico ha dato vita al progetto Zero in condotta, assistendo alla crescita artistica di questo gruppo di giovani che da almeno 10 anni coltivano la loro passione per questa forma di canto corale.
Insieme hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti tra cui il 1° premio al concorso per cori giovanili di San Remo e il primo premio nella categoria jazz del Concorso internazionale di Musica a Cappella di Verona. Recentemente ospiti alla manifestazione “SoleVoci”, sono stati segnalati all’organizzazione del Premio Chiara dal Maestro Fausto Caratati, vista la loro “specializzazione” nel repertorio di Battisti e l’annunciata presenza di Mogol. Quest’ultimo è stato inoltre protagonista di un sentito ricordo di Chiara, nel quale ha evidenziato la più grande dote dello scrittore: quel suo essere narratore popolare, cioè in grado di parlare e farsi apprezzare da tutti. Dote questa degna di un Nobel, così come ha sottolineato Rapetti. Ma per la musica, quale messaggio ci sta lasciando questo Festival del Racconto? Sicuramente saper arrivare al cuore della gente, magari con un po’ di grazia e semplicità oggi troppo spesso sacrificati dietro alle esigenze dello show biz.
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