Gas metano e diritto allo studio in consiglio comunale
Il sindaco Ruggero Busellato ha presentato la gara per l'affidamento del servizio: sarà su base europea e punta alla liberalizzazione
Servizio di distribuzione del gas metano e Diritto allo studio sono stati i due argomenti clou della recente seduta del consiglio comunale di Cavaria con Premezzo
Per quanto riguarda la prima questione, l’assemblea ha approvato la decisione di avviare una nuova procedura di gara per l’affidamento, per 12 anni, del servizio di distribuzione del gas metano nel territorio comunale: la gara garantirà il massimo di trasparenza, sarà a livello europeo e non avrà barriere di ingresso, così come prevede la normativa in vigore.
Tutto questo parrebbe ovvio e scontato, ma non è così, come ha precisato il sindaco Ruggero Busellato, che ha illustrato la situazione al consiglio comunale. In effetti nel settore, a livello nazionale, esiste una situazione in evoluzione e di transizione, che, anche per tener conto delle direttive europee, vieta ai Comuni la proprietà delle reti di distribuzione e punta ad una liberalizzazione del mercato. Una scelta condivisa dall’amministrazione comunale di Cavaria con Premezzo, che con questo tipo di gara di appalto va in questa direzione. Esiste tuttavia un problema, il fatto cioè che, come in numerosi altri Comuni della zona, la società che ha gestito il servizio negli ultimi 30 anni, la Gei (ex Olona Gas), ha avuto da una delle precedenti amministrazioni comunali (negli anni ’80) la proprietà della rete di distribuzione, a riconoscimento degli investimenti fatti e ad incentivo di quelli che avrebbe fatto successivamente per la manutenzione ed il potenziamento della rete stessa.
Ora, essendo evidente che la Gei non potrebbe restare proprietaria della rete nel caso in cui la nuova gara di appalto fosse vinta da un’altra azienda, la Gei stessa chiede che nella gara di appalto venga inserita una clausola che garantisca che l’azienda vincitrice paghi alla Gei un indennizzo di più di 2 milioni e mezzo di euro per la rinuncia alla proprietà della rete e come ammortamento per gli investimenti fatti in questi anni. Tale richiesta, che porrebbe la stessa Gei in una condizione di evidente vantaggio nella nuova gara di appalto, non viene accolta dall’amministrazione comunale – oltretutto il valore reale della rete di distribuzione, almeno in parte obsoleta, viene ritenuto decisamente inferiore dagli esperti consultati dal Comune -, disposta a riconoscere alla Gei solo la differenza tra quanto investito negli anni e quanto è già stato ammortizzato.
Questo contenzioso ha già portato all’annullamento di una prima gara di appalto e ad una situazione di “prorogatio” che dura ormai dall’inizio del 2005. E da questo punto di vista, ha spiegato il Sindaco Ruggero Busellato, l’amministrazione comunale ritiene che la Gei dovrebbe al Comune – appunto a partire dal 2005 – un canone già superiore rispetto a quello di 35.000 euro annui finora versato da Gei con la vecchia convenzione, visto che con il nuovo appalto si prevede un nuovo canone annuo vicino ai 100.000 euro; non solo, la Gei, a parere dell’amministrazione comunale, ha anche ridotto gli investimenti per la manutenzione della rete, e questo suscita inquietudini, tenuto conto anche delle esigenze di sicurezza del tutto evidenti quando si parla di gas.
Ecco dunque spiegata la decisione della Giunta comunale guidata da Ruggero Busellato, anche sulla base di una prima sentenza del Tar – emessa dopo la prima gara di appalto – di andare ad una gara, appunto, senza barriere di ingresso, dunque senza indennizzi per Gei nel caso di vittoria di un’altra azienda. Sarà invece lo stesso Comune a far fronte ad eventuali richieste di indennizzo da parte della Gei, ha spiegato il sindaco al consiglio comunale: in questo modo non solo verranno seguiti i dettami della normativa vigente e le indicazioni della sentenza del Tar – anche per evitare nuovi contenziosi sul piano amministrativo -, ma il Comune di Cavaria con Premezzo compie una scelta che va nella direzione di una liberalizzazione del mercato in una situazione, come detto, in evoluzione, e per la quale, secondo i consulenti interpellati, quella scelta dal Comune di Cavaria con Premezzo, trattandosi di uno tra i primi casi di questo tipo, sarà una strada che farà “scuola”.
Le indicazioni comunicate dal sindaco hanno ottenuto l’approvazione di tutti i consiglieri di maggioranza presenti; si sono astenuti, nella votazione, Claudio Marelli, della “Lista Civica Città Nuova”, e Lucia Ciconte, di “Uniti nel Centrosinistra per Cavaria con Premezzo”, mentre il solo voto contrario è venuto dal consigliere della “Lega Nord e Indipendenti”, Maurizio Venturi, secondo il quale il Comune avrebbe dovuto rientrare in possesso dei propri impianti.
Il “Piano per il diritto allo studio” 2006/2007, presentato dall’assessore Felice Zampieri ed approvato dal consiglio comunale, si traduce in un programma di interventi che è caratterizzato, secondo lo stesso Zampieri, «da impegni finanziari consistenti su ogni fronte, nel segno di un continuo e mutuo interscambio di informazioni tra ente locale e istituzione scolastica». La somma impegnata complessivamente risulta di 227.240,60 euro, di cui oltre un terzo (73.520,50 euro) per il supporto agli allievi diversamente abili. Grazie al fatto che lo Stato ha messo a disposizione un numero maggiore di insegnanti di sostegno, rispetto al “Piano” dello scorso anno circa 6.000,00 euro sono stati trasferiti per incrementare gli interventi suggeriti dal mondo della scuola. La novità di quest’anno si chiama “Progetto abuso”: alcuni insegnanti, in compresenza con gli esperti, terranno un corso di sensibilizzazione direttamente con i bambini.
Viene inoltre dato seguito sia alla “multiculturalità” (8.500,00 euro per la mediazione), sia ai corsi di nuoto, alla psicomotricità e allo sport (8.000,00 euro, di cui 1.500,00 riservati alle attività sportive dei diversamente abili), sia ancora ad un “pacchetto” di programmi sul breve e sul medio periodo (15.500,00 euro).
Per ordine di rilevanza, il secondo posto nella graduatoria degli investimenti messi in preventivo riguarda le convenzioni con le scuole materne private: 57.000,00 euro, cui sono da aggiungersi 3.000,00 euro a titolo di contributo per le rette mensili delle famiglie non abbienti, stante l’intenzione di rendere questa scuola “partecipata” ad ogni livello.
Le altre voci al capitolo “Piano”: servizi pre- e post-scuola, 5.261,10 euro; mensa scolastica, 49.459,00 euro; materiali e sussidi 4.000,00 euro; consulenze esterne, 3.000,00 euro.
Infine da registrare la decisione di alienare un’area comunale di circa 2.300 mq – nella zona del centro artigianale – fino a qualche anno fa utilizzata come campo da tennis, e ora non più impiegabile come tale. L’area verrà messa all’asta con una valutazione di partenza intorno ai 300.000 euro.La community di VareseNews
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