Nasce la scuola per le mamme straniere
Prende il via giovedì alla scuola elementare Mazzini il progetto di insegnare la lingua italiana, le nostre istituzioni e anche i servizi del territorio
Un secolo e mezzo dopo l’intuizione di Garibaldi, tocca alla scuola italiana il compito di fare gli italiani: i nuovi italiani. Giovedì mattina alle 9 e 30 un gruppo di madri straniere, musulmane ma anche di altre religioni, tornerà tra i banchi di scuola, tra le mura della elementare Mazzini di Cascinetta, a Gallarate, istituto capofila di un progetto ribattezzato “la scuola delle mamme”. In una provincia dove l’ultimo rapporto Istat presentato martedì rivela che l’11,9% dei bambini nati è straniero, la concentrazione di famiglie con lingue diverse crea problematiche che esplodono a scuola, dove l’immigrazione più recente consegna alle maestre delle prime classi, in alcune classi elementari della città, un terzo di bambini stranieri, e poca dimestichezza con l’italiano. Per non parlare degli arrivi ad anno iniziato, con il programma da recuperare, i bambini da integrare e una lingua adottiva ancora incerta.
“Non possiamo certo metterli in un angolo, dobbiamo dargli una possibilità di integrazione” spiega Giuseppe Giarratana, dirigente della scuola Mazzini. “La scuola delle mamme” va in questo senso e parte in una città che rappresenta un microcosmo molto interessante per capire dove va il futuro. Su 2882 alunni delle scuole dell’infanzia e primarie, 464 sono stranieri, il 16% netto (dati comunali giugno 2006). Se allarghiamo la visuale scopriamo dal rapporto Istat presentato ieri a Roma il 4,5% dei residenti in Italia è straniero, a Varese la cifra è del 5,4% (pensate che Brescia e Prato sono oltre il 9%), e in Lombardia gli stranieri sono il 7%.
L’obiettivo della scuola delle mamme è quello di insegnare a usare la lingua italiana, le nostre istituzioni e anche i servizi del territorio. Il progetto prevede una decina di incontri settimanali, replicabili anche nelle altre scuole gallaratesi. In una seconda fase, saranno coinvolte anche Asl, consultori e strutture civiche. E alle madri musulmane, al problema del velo o del ruolo della donna avete pensato? “Vedremo, a seconda delle esigenze” risponde il dirigenti scolastico, scartando ogni possibile polemica. Il comune, la scuole e la Onlus di Varese che li affianca in questa iniziativa hanno stampato un invito in cinque lingue: italiano, urdu, arabo, romeno e albanese. “A dir la verità contiamo molto sul passaparola” spiega Maria Rosa Piscinelli, insegnante coordinatrice del progetto intercultura.
A trenta chilometri da Milano e dalla polemiche sulla scuola araba di via Ventura, ora aperta grazie all’intervento del Ministro Fioroni, Gallarate è una città diventata celebre per essere punto di riferimento di una forte comunità islamica. Ma dietro la polemica sull’ubicazione della moschea, in silenzio e con un lavoro di rete tra tutte le scuole e le istituzioni comunali e provinciali, da diversi anni questo territorio si occupa di stranieri. In particolare, in tutte le scuole comunali, si fanno progetti su intercultura, mediazione, italiano per stranieri e ora anche mamme.
A questo va unito il progetto regionale che dallo scorso anno il consolato del Marocco (che ne è il finanziatore) e l’Ufficio scolastico regionale portano avanti per consentire ai ragazzi arabi di imparare a scrivere nella lingua dei loro genitori, utilizzando le aule della scuola pubblica, che in questo caso fa però solo da tramite.
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