Un futuro da “normo-udenti” è un diritto di tutti

L'Aguav, l'Associazione genitori ed utenti dell'Audiovestibologia Varese, ha difeso l'operato dell'equipe del dottor Burdo dagli attacchi dell'Ente nazionale Sordomuti

Riceviamo e pubblichiamo

L’Associazione Genitori ed Utenti Audiovestibologia Varese (Aguav), nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Circolo della Stampa di Milano, ricordando che oggi, grazie alle moderne protesi acustiche e all’impianto cocleare, anche i sordi profondi possono sentire, ha rivendicato il diritto di assicurare ai propri figli un futuro di bambini “normo-udenti” a cui hanno, a tutti gli effetti, diritto.

Introducendo l’incontro, a cui hanno partecipato anche numerosi genitori e bambini assistiti dal Servizio di Audiovestibologia di Varese, il più importante centro italiano e tra i primi in Europa per le cura delle sordità infantili, la Presidente di Aguav, Tiziana Basso, ha espresso: “Grande preoccupazione per la campagna promossa dall’Ente Nazionale Sordomuti per ritornare al passato nella gestione della sordità infantile. Campagna che vorrebbe imporre nelle scuole l’insegnante di sostegno o addirittura un assistente alla comunicazione che comunica con i gesti a tutti i bimbi sordi, compresi quelli che sentono grazie all’impianto cocleare o a protesi; imporre a tutti i bimbi sordi l’apprendimento della lingua dei segni; far seguire tutti i bambini da neuro-psichiatri infantili invece che da specialisti dell’udito”.
“AGUAV – ha aggiunto Tiziana Basso – ritiene che ciò, oltre ad essere un’evidente involuzione rispetto alle attuali conoscenze medico riabilitative,  non sia corretto, sia per la libertà di scelta sancita nel nostro Paese dalla Costituzione, sia per le capacità cognitive e uditive che i propri figli hanno sviluppato, non senza fatiche, attraverso e grazie all’impianto cocleare e al percorso di riabilitazione svolto con professionalità e costanza dal Centro di Audiovestibologia di Varese”.
Sia la Presidente di Aguav che altri genitori presenti hanno sottolineato che la loro opposizione alle proposte sostenute dall’Ente Nazionale Sordomuti (ENS) è circoscritta alle diverse problematiche dei bambini che, grazie ai progressi della ricerca, delle tecniche chirurgiche e delle tecnologie, hanno capacità uditive simili a quelle di un normale udente, senza voler disconoscere l’utilità  del linguaggio dei segni e delle iniziative promosse dall’ENS per altre tipologie di sordi.
Ad oggi sono oltre 650 i pazienti sordi profondi, di cui il 70% bambini, a cui è stato impiantato un impianto cocleare dal team varesino, mentre sono alcune migliaia i bambini con sordità più o meno gravi a cui sono state applicate protesi acustiche. L’équipe varesina è composta da varie professionalità (medici specialisti dell’udito, neuropsichiatri infantili, pediatri supportati da tecnici, riabilitatori e pedagogisti) focalizzate non solamente sull’aspetto chirurgico o diagnostico ma, soprattutto, su tutto il percorso riabilitativo, reso possibile anche a distanza dalle moderne tecnologie di telecomunicazione. L’Audiovestibologia di Varese, come si può dedurre da un recente articolo dell’American Journal of Otorhinolaryngology e dai dati dell’Associazione Italiana Audiovestibologia Clinica (AIAC), vanta una bassissima percentuale di rimozioni dell’impianto cocleare (0,4%), contro il 3% della media europea e l’1,4% della media italiana.

L’AGUAV, Associazione Genitori ed Utenti Audiovestibologia Varese, ha superato, ad oggi, i 600 iscritti, residenti in tutte le Regioni italiane. Questo traguardo pone  l’AGUAV tra le associazioni di famiglie più numerose in Italia  attive nel campo della sordità sia infantile che dell’età adulta. 

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Pubblicato il 27 Ottobre 2006
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