Un violinista con la passione per i giochi di ruolo
Intervista ad Owen Pallett, mente del progetto Final Fantasy, in concerto al Jail di Legnano
Owen Pallett è violinista cantante dei Final Fantasy, la one-man band di Toronto che sarà protagonista questa sera (venerdì 6 ottobre) al Jail di Legnano. L’artista canadese sta promuovendo il suo ultimo album “He poos clouds”pubblicato quest’anno dall’etichetta Tomlab e vincitore del Polaris Music Price (una dei riconoscimenti più prestigiosi in terra canadese). La data al Jail è la seconda di un lungo tour europeo partito ieri (giovedì 5 ottobre) al Circolo degli artisti di Roma. I concerti continueranno poi per il resto di ottobre in diverse località europee. Noto per le sue performance live (utilizza solo il violino collegato ad un pedale loop) Owen scrive e suona musica da una vita. Definire atipico il suo percorso professionale è poco. Debutta all’età di dodici anni realizzando il sonoro per un video game. A sedici compone la colonna sonora per tre film. A ventuno scrive due opere. Stanco di far musica al computer, imbraccia la chitarra per unirsi al gruppo panic-folk “Les mouches” . L’esperienza dura poco. Dopo un periodo come turnista per gli Hidden Cameras e gli Arcade Owen da vita al progetto Final Fantasy (in onore dell’amato videogioco di ruolo giapponese). Risale al 2005 la pubblicazione del primo album “Has a good home”, realizzato in una settimana in collaborazione con il batterista-produttore Leon Taheny. L’album pensato per essere venduto al “vecchio e conservatore pubblico canadese” viene inaspettatamente scoperto e lanciato negli USA e in Europa dall’etichetta Tomlab. Il disco riscuote critiche molto positive ma Owen non è ancora soddisfatto. Decide quindi di rinchiudersi in una piccola stanza nel cuore di Barcellona per comporre il nuovo lavoro “He poos clouds”. L’album è decisamente più studiato al punto che Pallett decide di stilare una vera e propria dichiarazione programmatica prima di comporlo. Tre sono i punti cardine:
1) Le canzoni devono cercare di apportare ammodernamenti ad ognuna delle 8 scuole di magia di Dungeons and Dragons (altro notissimo gioco di ruolo)
2) Ogni canzone deve essere scritta per quartetto d’archi e voce
3) Ascoltandolo, nessuno dovrà maturare pensieri suicidi
Il disco registrato tra lacrime sangue e sudore nello studio di Leon Taheny viene pubblicato dall’etichetta Blocks Recording Club e distribuito da Outside music. E’ stato accolto in maniera entusiastica dalla critica musicale di tutto il mondo, specialmente dopo la vittoria al Polaris Price. Questa sera lo suonerà dal vivo al Jail di Legnano, non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità di fargli qualche domanda.
Suoni il violino collegato a un pedale che ne campiona le parti mandandole a loop. Quanto riesce a dare l’elettronica combinata con l’uso di strumenti classici?
Io penso che la maggior parte della gente che combina elettronica e suoni più classici faccia solo tanta spazzatura. Per quanto mi riguarda cerco di usare la tecnologia solo per divertirmi e niente più. Non uso suoni sintetici ma solo il mio violino. Il fatto di mandarlo a loop è solo una comodità. Ci terrei a tenere distinte i due generi: una cosa è la musica classica, un’altra l’elettronica.
Ascoltando la tua musica o semplicemente leggendo informazioni sul tuo sito si capisce quanto per te sia importante portare la ricerca dell’originalità all’estremo. Non è così?
Beh, l’originalità è tutto nella musica e non c’è niente che mortifichi di più la creatività di un artista che il cercare di imitare qualcun altro. Ognuno deve seguire la propria strada. C’è una band di miei amici in Canada che, ad esempio, suona tutti pezzi di generi differenti sviluppando, a livello di testi, un concetto filosofico diverso per ognuno di essi. Non c’è nessun intento didattico in tutto ciò ma solo l’idea di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto.
Io non ti conoscevo ma, grazie al web, ho potuto ascoltarti e avere informazioni su di te. Molti pensano che internet abbia decretato la morte della musica, qual’è la tua opinione?
Non è assolutamente vero, anzi. Internet è stata una vera bomba specialmente per la musica. Una vera rivoluzione anarchica che ha permesso a miliardi di persone in tutto il mondo di avere accesso gratuitamente ad un data-base sterminato di album e canzoni.
Vuoi lanciare un messaggio per le persone che ti verranno a sentire al Jail?
Vestitevi bene (risate…)
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