Il confidi Api diventa regionale

IlConfidi unitario a carattere regionale dal 1° gennaio 2007 opererà in Lombardia, Piemonte e Liguria

Riceviamo e pubblichiamo

I Confidi emanazione delle Associazioni delle Piccole e Medie Imprese della Lombardia hanno dato vita ad un Confidi unitario a carattere regionale, che dal 1° gennaio 2007, opererà in Lombardia, Piemonte e Liguria. Con la fusione, Confapi Lombarda Fidi valica quindi il confine regionale, in un ottica di sistema al servizio delle PMI.
Confapi Lombarda Fidi si sta adoperando per adeguarsi ai requisiti necessari per l’assoggettamento alla vigilanza della Banca d’Italia.
L’obiettivo è quello di poter rilasciare garanzie che siano in grado di arrecare i massimi benefici possibili alle imprese socie.
La Direttiva Europea di recepimento circa Basilea II, ha definitivamente chiarito che i Confidi che saranno vigilati dalle Banche Centrali, potranno rilasciare garanzie “eleggibili”, ovvero garanzie che potranno essere considerate valide ai fini della riduzione dei rischi di credito delle banche.
Questo significa che le banche che accederanno ad una garanzia dei Confidi definita “eleggibile”, potranno per ogni finanziamento garantito, risparmiare patrimonio proprio e quindi contare su effetti economici immediati, anche nell’eventualità in cui non si verificasse nessun default e quindi non venisse diminuita la perdita per effetto del reintegro ad opera dei Confidi.

Il vantaggio per le aziende sarà quello di garantirne l’accesso al credito bancario a condizioni sempre più vantaggiose e trasparenti. Promuovere servizi di consulenza per le aziende consorziate.
In pratica si vuole rispondere ai diversi bisogni finanziari aziendali, dal credito d’esercizio al sostegno degli investimenti, dalla ricapitalizzazione alla ristrutturazione del debito, dall’innovazione tecnologica allo sviluppo dell’export.

Il Presidente FIDIAPI Varese e Unigec Api Varese, Alberto Spotorno, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La sfida di Confapi Lombarda Fidi consisterà nel sapere accuratamente riposizionare la propria operatività perseguendo nel contempo gli obiettivi mutualistici originari e quindi la propria mission, volta ad agevolare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.
L’elemento di differenziazione con il sistema creditizio consisterà nel riuscire a valorizzare meglio gli elementi della valutazione d’impresa, riuscendo quindi a stimare i rischi inferiori rispetto a stime troppo influenzate da elementi quantitativi. In altre parole nella capacità di riuscire ad assegnare dei rating (valutazioni) più realistici alle imprese.
Ciò non è in contraddizione con Basilea II e con il divenire soggetti vigilati dalla Banca d’Italia, ma anzi rappresenta una concreta possibilità di emettere valutazioni più mirate.
Infatti, benché fino ad oggi i Confidi siano stati considerati i garanti delle piccole e medie imprese, in quanto per le imprese più grandi gli Istituti di Credito non richiedono di norma le garanzie dei Confidi, il tasso di insolvenza medio registrato delle PMI è inferiore alla media del sistema creditizio.”

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Pubblicato il 15 Novembre 2006
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