Il Manifesto: “Resteremo comunisti ma…”
La campagna per salvare il quotidiano fa tappa in città. Intervista al direttore Gabriele Polo

Resteranno comunisti ma saranno più “internettari” e con qualche debito in meno. Questo in sintesi l’obiettivo immediato. Ma c’è molto di più. Dietro alle spalle hanno la storia della sinistra radicale, il sessantotto, la fuga dal Pci, l’approdo ai movimenti antiglobalizzazione. Davanti agli occhi, invece, si trovano un nuovo orizzonte da costruire “per una sinistra che non si vuole omologare”.
Intanto, però, ci sono i conti da sanare e Gabriele Polo, direttore del Manifesto ancora in crisi di soldi e copie, arriva mercoledì sera a Varese per spiegare alla comunità dei lettori che cosa bisogna fare, questa volta, per dare una mano al giornale.
Direttore, cosa dicono i numeri?
“Abbiamo raccolto oltre un milione e 700mila euro con le sottoscrizioni, arriviamo invece a 2 milioni e 400mila con le iniziative editoriali speciali. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere circa 4 milioni di euro entro fine anno, poi c’è la cassa integrazione che partirà a dicembre: insomma, vedremo se ce la faremo…”
Quali iniziative editoriali partiranno nei prossimi giorni?
“Tra il 15 e il 20 di novembre, pubblicheremo un numero speciale con le 100 copertine più belle degli ultimi dieci anni, poi sono previste nuove iniziative per la campagna straordinaria abbonamenti”.
Come si riorganizzerà il giornale?
“Stiamo pensando a un nuovo piano editoriale, che sarà presentato tra gennaio e febbraio; l’obiettivo è adeguare il giornale alle trasformazioni dell’informazione, dando più sazio al web. Poi, sul piano politico, l’obiettivo rimane quello di fare un giornale indipendente che dia rappresentanza politica alla sinistra alternativa”.
Qual è il compito di un giornale comunista quando diventa on line?
“Deve essere un luogo molto aperto ai lettori della sinistra e che dia loro la possibilità di partecipare e anche di fornire le notizie. Dobbiamo creare un’informazione dal basso a cui anche i giornalisti possano attingere, per aumentare il dialogo con i lettori”.
Il sito cambierà?
“Sì, c’è da ripensare completamente il sito internet. Quello che abbiamo fatto finora sul web non è nulla rispetto a quello che dobbiamo fare”.
Il manifesto perde copie e anche quest’anno è necessaria una campagna per salvarlo. C’è una crisi di identità del giornale o dei suoi lettori?
“La crisi del giornale è un po’ uno specchio della crisi della sinistra, che è frantumata e divisa, sia a livello culturale, che sul lato dell’informazione”.
Che cosa ha ancora da dire Il Manifesto ai suoi lettori di Varese e provincia?
“Al di là delle diversità territoriali, che pure ci sono, vogliamo dire a tutti i lettori del Paese che c’è bisogno di un nuovo orizzonte culturale comune della sinistra: la creazione di questa prospettiva è un compito difficile, che non si risolve con un governo”.
Resterete comunisti?
“Si. Anche se a questa parola bisogna dare un significato più ampio, che deve essere intesa come libertà dai grandi editoriali, e da un’informazione sempre più omologata e uguale e se stessa”.
L’Appuntamento
Mercoledì 8 alle ore 21 nel salone Estense sarà presente Gabriele Polo, direttore del quotidiano, con lui il direttore di Varesenews Marco Giovannelli, i giornalisti Saverio Cerè della Prealpina, Vittorio Colombo della Provincia e Andrea Giacometti del Luce. Coordinerà Ivana Brunato, segretaria generale della Cgil.
Venerdì 10 ci sarà poi una cena a sostegno del quotidiano "Il manifesto", con un giornalista presente alla serata.
Cena 30.00 euro, 90 posti disponibili
Per informazioni e prenotazioni: Paolo 0332.235458-348.1559580
Circolo Sancho Panza, Via De Cristoforis, Varese
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