Permettiamo agli studenti di costruire l’Europa

Sei docenti stranieri sono in visita all'Itc Tosi. L'obiettivo è quello di confrontarsi sulla possibilità di condividere i tanti progetti di integrazione finanziati dall'UE

Progettare l’Europa del futuro, partendo dalla scuola. Potrebbe sembrare un obiettivo ambizioso e utopistico, eppure in questi giorni all’Itc Tosi di Busto sei insegnanti europei si stanno confrontando proprio su questo tema.
L’Unione Europea finanzia numerosi progetti per l’integrazione: progetti Socrates, Comenius. Gli studenti si incontrano, si conoscono, discutono di un aspetto della vita comunitaria e individuano conclusioni comuni.
I risultati di queste iniziative, però, rimangono lettera morta, riposti in un cassetto, vivi solo nella memoria di quei ragazzi che vi hanno partecipato.
Per ovviare a questo "spreco intellettuale", i
docenti provenienti da Gran Bretagna, Francia, Romania e Lituania stanno discutendo con i colleghi italiani le iniziative per diffondere, trasferire e utilizzare i risultati di quei progetti.
Il confronto parte dalla reciproca conoscenza dei sistemi educativi e dei metodi utilizzati per valorizzare i progetti europei.
«Abbiamo scoperto che i problemi legati al mondo dell’istruzione sono comuni in Europa» commenta la rappresentante inglese, sostenuta dal collega francese: «Le principali difficoltà nel nostro mestiere solo legate al contesto sociale, e questo è un dato che si riscontra in tutti i paesi».
Unanime il commento positivo dei docenti che hanno approfondito gli obiettivi del Trattato di Lisbona
«L’incontro – spiega il dirigente dell’Itc Tosi Benedetto Di Rienzo – rientra nel programma Arion, che ha l’obiettivo di favorire la circolazione di informazioni sui sistemi educativi e sulle politiche dell’istruzione in Europa. Non ci aspettiamo che i risultati del nostro incontro innovino sulle pratiche in atto. Il nostro obiettivo è comunque quello di lanciare la proposta, di interessare un numero sempre crescente di docenti che condividano la necessità di mettere in comune le proprie esperienze progettuali. È un obiettivo a lunga scadenza, costruito piano piano con il passa parola».

Particolarmente interessate al confronto ma in un’ottica leggermente diversa, sono state le rappresentanti di Lituania e Romania: «Nel nostro paese c’è grande interesse agli scambi europei – spiega la docente romena – purtroppo non ci sono molti fondi e per partecipare vengono richiesti livelli qualitativi sempre più elevati». Una questione che negli altri problemi non si sente: l’ostacolo spesso insormontabile sono spesso i professori, meno motivati a viaggiare e a mettersi in gioco: «La scuola italiana è spesso autoreferenziale – commenta il dirigente del Tosi – ecco perchè noi spingiamo sui confronti sia nazionali che internazionali»

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Pubblicato il 30 Novembre 2006
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