Il raggiro più frequente? La falsa eredità
L’intervista con la ricercatrice che ha studiato la situazione in provincia di Varese. «I malviventi cercano di isolare la vittima da altri contatti sociali»
Un video su Youtube per spiegare agli anziani le truffe più frequenti che li vedono protagonisti. Un lavoro non casuale, però, bensì frutto di una ricerca scientifica sulle principali tecniche utilizzate dai truffatori, guardacaso basandosi proprio su quanto avvenuto in provincia di Varese.
L’idea è contenuta in una tesi di master presso l’università Cattolica del Sacro Cuore per il corso in "Sicurezza urbana"; il lavoro è stato realizzato da Daria Nichele che, dopo una laurea triennale in giurisprudenza, ha frequentato il master in sicurezza urbana organizzato da Transcrime, centro di ricerca sulla criminalità transnazionale, e dall’I.Re.
Daria, come ha reperito le informazioni?
«Succede che spesso sono i direttori di banca che sporgono denuncia quando vedono movimenti sospetti o i familiari quando controllano l’estratto conto, quasi mai sono gli anziani. Ad ogni modo le truffe si dividono in due grandi categorie quelle ad opera degli sconosciuti, che sono le truffe maggiormente denunciate, e quelle messe in atto da parenti, conoscenti, vicini di casa o badanti di questi non si sa praticamente nulla. Un caso è stato recentemente scoperto in provincia perché il direttore di banca si è accorto di movimenti di denaro tra il conto corrente di una persona anziana e la propria badante. In questi casi i truffatori cercano di isolare la vittima da altri contatti sociali in modo da essere l’unico punto di riferimento per la persona anziana ad esercitare intimidazione, abuso psicologico o prometterle assistenza per gli anni a venire. Non ci sono dati statistici perché l’Istat non se ne occupa in maniera specifica. Inoltre molti anziani non denunciano il fatto perché hanno vergogna o paura di essere incolpati anche dai propri parenti e rinchiusi in una casa di riposo».
Quali dati sono emersi dalle sue interviste?
«Consistono in inganni con la promessa di premi, servizi e altri benefici che nella realtà l’autore del reato non ha intezione di consegnare. Spesso si chiedono soldi promettendo premi alla lotteria, investimenti a tasso esorbitante, assicurazioni sulla vita o contributi a organizzazioni di carità. Viene chiesto denaro contante facendo leva su interessi e bisogni diversi, dai trattamenti medici ai viaggi, dal desiderio di fare del bene alla necessità di gudagno immedito. I truffatori cercano di dare l’impressione all’anziano di essere il prescelto per aver ricevuto quell’offerta. Alla vittima viene chiesto di essere discreta e di non chiedere consiglio, inoltre viene in coraggiata a prendere una decisione immediata. Raramente si riesce a trovare il colpevole perché responsabili cambiano zona, sono pendolari e itineranti. Spesso si conoscono i basisti, a volte si identificano anche i truffatori ma, se non vengono colti sul fatto, non si hanno elementi per incriminarli. Inoltre non esiste una sezione che si occupa di truffe, ma sono inglobate nella sezione più generica delle rapine».
Quali sono le particolarità delle truffe a Varese?
Qualche esempio?
«La mia tesi prevedeva anche l’individuazione di possibli soluzioni e, tra le altre, ho indicato la formazione dei dipendenti pubblici e privati e l’organizzazione di incontri per spiegare alle persone anziane e i loro famigliari le tecniche più frequenti. E’ stato il responsabile che ha seguito il mio progetto a propormi di produrre un volantino o un video per sensibilizzare la popolazione. Il video mi è sembrato il mezzo più efficace per spiegare le dinamiche della truffa e l’atteggiamento del truffatore».
Come mai l’originale idea di un video?
«Ho scelto la truffa del lascito ereditario perchè è la meno verosimile eppure è una delle più frequenti».
Cosa le ha fatto scegliere proprio questa truffa da mettere in scena?
«Ci sono le circonvenzioni fingendosi parenti o amici di vecchia data, come il caso delle quattro zingare: una si spacciava per compagna di stanza di ospedale per farsi invitare in casa e le altre tre frugavano in giro. Donazioni di beneficenza: viene contattato un prete all’anno che, in buona fede, raccoglie i soldi tra i fedeli per donarli ad un’organizzazione inesistente. Non mancano i furti in abitazioni fingendosi funzionari del comune o di altri enti e gli scippi con destrezza come quello che utilizza la tecnica della cioccolata che è uno trai più frequenti. Questo consiste nello sporcare con discrezione la spalla di un anziano che ha appena ritirato dei soldi e di impossessarsi del denaro mentre lo si aiuta a pulire la macchia. La truffa del lascito erediatrio di cui ho realizzato un breve video con amici e conoscenti da presentare in allegato al mio paper».«Ce ne sono alcune che a distanza di mesi si ripetono, anche perché i truffatori generalmente si specializzano in una tecnica e non cambiano la struttura della truffa. Hanno un copione che recitano a memoria, cambiano piuttosto le zone dove trovare vittime, anche se solitamente prediligono le città, dove possono osservare senza dare nell’occhio, e scelgono le zone del centro dove ci sono più vie di fuga tra le stradine strette».
E cosa puo’ dire sulle truffe ad opera di sconosciuti?
«Mi sono documentata prevalentemente in Internet su testi in inglese perchè in italiano non c’è quasi nulla. Ho consultato materiale della Cattolica e dell’Università di Trento, le sedi universitarie a cui si appoggia Transcrime. Per le informazioni sulla provincia di Varese ho contattato Servizi sociali, Polizia locale, Questura e Comando provinciale dei carabinieri. Sono riuscita ad intervistare Matteo Ferrario, commissario capo della Polizia locale di Varese sezione di polizia giudiziaria, e Roberto Bassi, Ispettore capo della questura».
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