Marzocca e Migone divertono Varese, senza tormentoni
Gli interpreti di Don Chisciotte hanno mantenuto la promessa, strappando tante risate e qualche riflessione
Un Don Chisciotte pazzo, surreale, ma soprattutto divertito e a tratti realmente profondo. Questa è la formula sperimentata ieri sera all’Apollonio da Marco Marzocca e Paolo Migone, per il loro "Don Chisciotte, senza esagerare".
Come promesso qualche giorno fa, quello che abbiamo visto è un tipo di intrattenimento inusuale, una prosa drammatica ed allo stesso tempo decisamente divertente. I momenti più frizzanti erano quelli basati sui tanti giochi linguistici ai limiti dell’assurdo (con un Don Chisciotte che mischiava italiano, spagnolo e inglese), e ai quali la sala ha dedicato diversi applausi a scena aperta.Tutti i tre interpreti hanno affrontato il pubblico con verve, dimostrando anche un affiatamento reciproco che probabilmente si sta trasformando in uno degli elementi di successo di questo spettacolo. Ottimo il Don Chisciotte di Paolo Migone, a volte animalesco ed altre lucidissimo, divertito e in alcuni momenti intenso (con tanto di citazione finale di Trainspotting, da manuale). Altrettanto bravo Marco Marzocca, con il suo Sancho Panza, che gli ha lasciato ulteriore spazio per la battuta immediata, sempre giustificata dal carattere semplice e bonario del personaggio. E infine non si può dimenticare Francesca Sensi, decisamente all’altezza dei compagni, in particolare nella scena dell’interpretazione della contessa, che ha strappato molte risate.
In effetti, come ci dicevano Marzocca e Migone prima dello spettacolo, di esperimenti comici di questo tipo se ne sente il bisogno. La rappresentazione di ieri sera ha saputo realmente divertire con una formula nuova, e il pubblico di Varese ha indubbiamente apprezzato. Difficile, ultimamente, divertirsi a teatro con comici che sanno fare realmente a meno dei tormentoni televisivi. Marzocca e Migone l’hanno fatto, con coraggio, e il risultato di ieri lascia pensare che questo spettacolo abbia le carte in regola per essere premiato anche altrove.
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