I colori di Kandinsky in mostra a Palazzo Reale
Dal 10 marzo al 24 giugno 2007 una rassegna dedicata all’artista russo e all’astrattismo in Italia
Correva l’anno 1947 quando il Comune di Milano, reduce da una delle guerre più sanguinose e distruttive della sua storia, decise di aprire le porte di Palazzo Reale alla mostra “Arte italiana e concreta”: una straordinaria rassegna dedicata alla corrente “astratta” che, attraverso una pittura libera da qualsiasi condizionamento visivo, cercava allora di aprire menti e cuori degli europei ad un rinnovato e più profondo sentire. Fra gli autori più apprezzati spiccavano i nomi degli italiani Bassi, Bonini, Licini, Mazzon ma, soprattutto, del russo Wassily Kandinsky, padre e ispiratore di tutto il movimento.
Oggi, a sessant’anni esatti da quell’ormai lontano 1947, Palazzo Reale rende omaggio ancora una volta a Kandinsky e alla sua influenza sull’arte italiana della prima metà del Novecento attraverso la mostra (dal 10 marzo al 24 giugno 2007) “Kandinsky e l’astrattismo in Italia. 1930-1950”: una rassegna di quasi 200 opere realizzata con il sostegno di Vodafone, Comune di Milano e Fondazione Mazzotta e grazie all’accurato lavoro di ricerca del curatore Luciano Caramel. “Il primo grande tentativo – come ha precisato anche l’Assessore alla cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi – di dar vita a una verifica storica di questa particolare “poetica artistica” sviluppatasi in un periodo molto importante e rigoglioso per la storia dell’arte italiana”.
E dunque, accanto alle oltre cinquanta opere del grande artista russo che, partendo dalla splendida “Composizione VII” del 1913, raccolgono oli su tela, acquerelli e pastelli realizzati dagli anni del suo insegnamento al Bauhaus fino al periodo parigino e alla morte, trovano posto negli ampi saloni di Palazzo Reale anche gli oltre 100 capolavori dei più grandi maestri dell’arte astratta italiana, da Mario Radice a Ettore Sottsass a Luigi Veronesi, solo per citarne alcuni. Il tutto in un incredibile intreccio di linee ma soprattutto di colori, accostati con la volontà tipicamente “kandinskiana” di suscitare anche nel visitatore più distratto una “vibrazione spirituale”, una sensazione capace cioè di scuotere l’anima fin nel più profondo.
L’allestimento, che offre in un curioso percorso espositivo la ricostruzione storica di mostre del passato quali quella della Galleria del Milione di Milano del 1934 o la retrospettiva della Biennale del 1950, prevede anche una sezione dedicata al Razionalismo Italiano con opere di Terragni, Cattaneo e molti altri autori.
Nell’ampio catalogo edito da Mazzotta i saggi di Luciano Caramel, Ada Masoero e Cristina Casero.
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Wassily Kandinsky e l’astrattismo in Italia 1930–1950
Dal 10 marzo al 24 giugno 2007
Per informazioni e prenotazioni : 02.54913
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