Rifondazione marca le distanze dall’Ulivo
Si approfondisce il solco che divide la sinistra radicale da DS e Margherita: duro Antonello Corrado a latere della conferenza organizzativa di Rifondazione
La conferenza di organizzazione di Rifondazione Comunista tenutasi venerdì sera a Villa Tovaglieri è stata occasione per contarsi e riflettere su strategie e obiettivi del partito della falce e martello, sempre meno riconoscibile rispetto a quanto l’immagine evocava qualche decennio fa. Mentre si conferma l’apprezzamento per la svolta movimentista che ha dinamizzato il partito, putroppo restano evidenti i dissapori con l’Ulivo. Il sangue si è fatto cattivo dopo anni di sgambetti, scippi e sospetti reciproci veri e presunti, percepiti e reali. Lo spettro del 1998 aleggia per l’aria, solo che a Busto significa semplicemente divisione fra sconfitti e sconfitti.
Antonello Corrado, unico consigliere comunale del Prc, per la serie "via il dente via il dolore", si sfoga senza mezzi termini mente il segretario Jarno Marchiori conferisce con gli iscritti. «C’è delusione per il rapporto con quelli che ormai sono ex alleati. Tra loro c’è chi parla di Fondazioni sanitarie e culturali come cose ovvie e positive, finendo per farsi scavalcare a sinistra persino dal sindaco Farioli… Stanno cercando di scavalcare a destra la destra. Avevamo creduto nell’unità della colazione, ma questo non ha pgato, nè in termini di voti, che ci hanno visto penalizzati, nè in termini di lealtà dopo il voto da parte dell’Ulivo, che ci ha lasciati soli o attaccati, in commissione, in consiglio, sulla stampa». Parole pesanti, che confermano la difficoltà di tenere insieme realtà ormai incompatibili. «A chi ci critica tacciandoci di fare "alleanze variabili", "patti col diavolo" o simili rispondo che siamo coerenti con i nostri obiettivi. Se altri li perseguono nei nostri stessi termini, anche provenendo da altre esperienze politiche, siamo felici di trovare degli alleati su quella singola questione. Ma mai, mai abbiamo piegato la nostra linea per venire incontro ad altri». L’unica luce che rischiara il tunnel è per l’esponente locale comunista quella data dall’associazionismo. «È sintomatico che stasera abbiamo invitato le associazioni, ma non i partiti. Su battaglie come quella per l’acqua quale bene comune abbiamo trovato terreno comune anche con gruppi che potevamo ritenere da noi distanti, di ambito cattolico ad esempio. C’è grande fermento, ed è un’ottima cosa per la città. È proprio con le associazioni che qui, il 13 febbraio prossimo, ci troveremo per raccogliere proposte e osservazioni per il bilancio 2007».
Accanto a Corrado, Fausto Sartorato, rappresentante del sindacato SdL e dipendente comunale, apprezza l’evoluzione della questione precari. «Sembra mettersi bene, ma ora nessuno si prenda meriti che ancora non ha, e non si cerchi di far campagna elettorale a suon di promesse. La questione precari siamo noi che l’abbiamo messa al centro: a Roma il 4 novembre io c’ero, ed eravamo 250.000 a manifestare contro la precarietà elevata a sistema. Solo allora, magicamente, il governo si è svegliato ed ha sbloccato i fondi per la stabilizzazione dei precari. Qui come RSU del Comune ci si era mossi per tempo già la primavera scorsa, manifestando in piazza il 20 maggio. E chi è stato l’unico ad appoggiarci sempre e comunque, fin dall’inizio? Corrado».
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