Assemblea non autorizzata, studenti a scuola con i genitori
Passata la buriana, la preside Bolis cerca di calmare le acque: i genitori continuano a telefonare per confermare le giustificazioni dei figli. Il consiglio d'istituto deciderà il da farsi
A due giorni dall’assemblea autogestita del Teatro Manzoni con il senatore Rossi, il telefono della professoressa Eugenia Bolis, preside del Liceo Classico Crespi di Busto Arsizio, non smette un attimo di squillare. A chiamare sono i genitori dei circa 150 ragazzi che lunedì, nonostante la circolare-diktat della dirigente sulle giustificazioni accettabili solo dietro presenza dei genitori a scuola, sono andati ad ascoltare l’esponente del PdCI, poi fattosi loro paladino, «con modi piuttosto grezzi» lamenta la preside.
La dirigente scolastica si gode la sua vittoria, e può concedersi d’essere magnanima. Passata la buriana, appare decisamente più distesa, anche se il suo telefono è rovente. «Ieri mattina sono venuti di persona molti genitori (si spera che i datori di lavoro non abbiano chiesto, per la loro, di giustifica, la presenza dei nonni… ndr); quelli che non potevano hanno telefonato, chi ieri, chi oggi, e tutto si sta risolevando tranquillamente. Per me era importante che i genitori sapessero dove si trovavano i loro figli, che l’assemblea non aveva l’autorizzazione dell’istituto, e in definitiva che in famiglia si discuta serenamente di quanto è successo». Dunque, niente ragazzi chiusi fuori: «questa era un’idea del senatore… Figurarsi se chiudo fuori da scuola i miei ragazzi! Genitori presenti o no, gli studenti devono seguire le lezioni».
Che la situazione sia quella della calma che precede la tempesta non si può dire con certezza: in serata, spiega la preside, si riunirà il Consiglio d’Istituto per decidere se e quali provvedimenti prendere a carico dei "ribelli" capeggiati da Giorgio Bottini, rappresentante d’istituto dimessosi mercoledì scorso per protesta – la dirigente ha già peraltro detto di non essere intenzionata a richiedere misure disciplinari. «È un ragazzo intelligente, per carità» commenta riferendosi all’organizzatore capo dell’assemblea autogestita, «ma si è proprio impuntato su questo ospite: e non era la prima volta che si invitavano parlamentari. Il regolamento? Ma no, quello funziona… le altre volte era andato tutto bene». Segno evidente che la politica, stavolta, ci ha messo davvero lo zampino, in tutti i sensi.
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