«L’aumento dell’affitto dei box per noi è inaccettabile»
Il sindacato chiarisce la sua posizione sulla questione degli aumenti decisi dall'Aler
La lettera di risposta dei sindacati al direttore generele dell’Aler gaetano Campione
Con riferimento alle dichiarazioni del Direttore Generale dell’ALER di Varese Gaetano Campione, apparse sulla stampa a seguito del ns. comunicato sulla situazione generale del comparto dell’edilizia residenziale pubblica ed in particolare rispetto all’aumento del canone dei box deliberato in data 21/12/2006 dal Consiglio di Amministrazione, siamo a precisare quanto segue :
CGIL-CISL SUNIA-SICET VARE
Gian Marco Martignoni-Roberto Pagano-Giuseppe Occhicone-Ezio Mostoni
1. non abbiamo mai affermato che l’aumento del canone dei box serve a pagare gli stipendi ai dirigenti dell’ALER, anzi, siamo perfettamente a conoscenza che le entrate degli affitti dei box e dei negozi alimentano il fondo sociale che viene distribuito alle 1° e 2° fasce.
2. abbiamo invece contestato le modalità con cui sono stati effettuati gli aumenti che hanno penalizzato le fasce fino alla 5° (reddito entro Euro 22.379,00), mentre non hanno prodotto effetti sostanziali per le fasce alte dalla 6° alla 8° (reddito superiore ad Euro 22.379,00), perché con l’introduzione del canone di locazione calcolato in base ad un costo al mq. uguale per tutti (Euro 1,89) e non proporzionato al reddito familiare, si producono effetti penalizzanti soprattutto alle famiglie in maggiore difficoltà;
3. non possiamo accettare l’affermazione che i box non rientrino nell’edilizia residenziale pubblica e dunque non siano considerati beni di prima necessità, pertanto svincolati dal canone sociale che si applicherebbe alla casa.
4. non difendiamo in alcun modo l’esistenza di subaffitti irregolari dei box di cui, se l’ALER ne ha riscontrato il fenomeno, deve intervenire tempestivamente;
5. sugli aumenti del 2004 segnaliamo che non è stato un adeguamento alla Delibera CIPE del 1996, ma che è stata una decisione autonoma dell’ALER di Varese, adottata in mancanza di provvedimento regionale.
6. sul fronte dei tagli e della razionalizzazione dei costi di gestione riteniamo che, pur comprendendo le necessità dell’Azienda e gli impegni presi per costruire 600 alloggi a canone sociale e moderato con i finanziamenti del PRERP 2002 – 2004, si possa risparmiare e razionalizzare sui costi di gestione, a partire dagli stipendi dei vertici dirigenziali.
Ma su questa sequenza di aumenti (dal 2004 a quella sulle spese di amministrazione del 2005, sino all’ultima dei box del 2006), abbiamo semplicemente fatto notare che l’ALER di Varese è sempre pronto reperire risorse i cui costi vengono scaricati sugli inquilini, senza tagliare i propri costi di gestione.
Perciò, se le organizzazioni sindacali chiedono a Regione e Governo un impegno concreto in termini di risorse per l’edilizia pubblica e per il mantenimento del patrimonio in degrado, l’ALER non si deve sentire autorizzato a tartassare gli inquilini se queste risorse tardano ad arrivare.
Piuttosto l’ALER sensibilizzi la Regione Lombardia ad intervenire concretamente sul fronte delle necessità e del fabbisogno esistente di edilizia pubblica;
Che ai box si debba applicare il canone di mercato è una posizione per noi inaccettabile, poiché il box è da considerarsi una pertinenza dell’alloggio, così come la cantina o qualsiasi altro accessorio ed il canone di locazione da applicare deve rimanere vincolato alla condizione economica del nucleo familiare.
Oltretutto questa tesi è stranamente in contraddizione con le tendenze urbanistiche contemporanee che impongono alle imprese costruttrici di edificare con un numero di box almeno pari a quello delle unità abitative.
Ci domandiamo cosa avverrebbe se una parte consistente degli assegnatari decidesse di riconsegnare i box perché non in grado di sostenere il canone di mercato a cui si sta indirizzando l’ALER di Varese, creando nei quartieri difficoltà di posteggio delle auto;
Proprio per questo riteniamo incomprensibile la decisione di aumentare l’affitto dei box alle prime due fasce (reddito effettivo fino ad Euro 9.684,00), se poi si afferma di volerglielo restituire. Poichè nutriamo delle perplessità che ciò avvenga, verificheremo questo aspetto nella Commissione Fondo Sociale di cui facciamo parte;
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
fracode su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
Stefano Montani su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
PaoloFilterfree su Giorgetti arriva a Sumirago e ribadisce lo spirito di Bossi: "Sapevamo da dove arrivavamo e dove volevamo andare"
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.