Il senatore “indesiderato”: «Adesso la preside si dimetta»
In una lettera inviata alla redazione di Varesenews Fernando Rossi interviene sul caso del Liceo Crespi
Ha lasciato che a parlare fossero il dirigente scolastico, i ragazzi, i genitori ma ora il senatore "della discordia" ha deciso di dire la sua. Al centro della questione ancora l’assemblea di istituto organizzata dal comitato studentesco con protagonista il senatore del PdCI Fernando Rossi. La preside non ha concesso l’autorizzazione, ma l’assemblea ha avuto luogo ugualmente.
La dirigente ha emanato allora una circolare in cui inviatava i ragazzi che avevano partecipato all’assemblea a presentarsi a scuola accompagnati dai genitori. E così è stato.
Ora il senatore Rossi chiede le dimissioni della preside. Con la lettera che pubblichiamo integralmente.
Leggo di coraggiosissime prese di posizione a difesa dell’ordine costituito e persino di “pressioni”, (ore 16), che poi diventano “imposizioni”(ore 19), che poi degenerano in “minacce” (il mattino successivo).
Come si è permesso un senatore, addirittura comunista, e quindi eversore, e per di più forestiero poiché emiliano–romagnolo, di offendere gli usi e costumi del Presidente della Provincia e della signora preside del Liceo Crespi?
Perché le forze dell’ordine gli hanno permesso di occupare la scuola costringendo preside, professori e studenti ad ascoltarlo?
Perché l’esercito non tutela i genitori che il Senatore ha obbligato ad accompagnare i figlioli a scuola, magari per farli stare a casa dal lavoro ed ottenere un sorpasso della produzione emiliana su quella lombarda?
Sono cose inaudite. Se io fossi nel senatore Rossi mi dimetterei.
A meno che, come lui mi ha giurato :
– Non sia vero che lui non ha mai minacciato né il Presidente della Provincia, che lui non sa nemmeno chi sia, né la Preside, a cui invece ha prima telefonato e poi si è recato ad incontrarla c/o la Presidenza, ed a cui ha “fatto presente” che stava commettendo due abusi: 1) inventandosi il diritto di accettare o non accettare le giustificazioni firmate dai genitori; 2) non ammettendo a scuola i ragazzi muniti di giustificazione diventando responsabile di tutto ciò che sarebbe potuto accadere loro durante l’orario delle lezioni che venivano loro negate;
– Non si sia trattato che di una legittima iniziativa pubblica avvenuta all’esterno della scuola, ed a cui studenti e cittadini hanno ancora tutto il diritto e tutta la libertà di partecipare;
in tal caso, dopo la lunga serie di bugie-diseducative, dovrebbe essere la Preside, che ha la pubblica funzione di educare, a dimettersi, indipendentemente da chi e quando l’abbia indotta ad assumere decisioni irresponsabili ed a rilasciare dichiarazioni altrettanto irresponsabili e false.
Sen. Fernando Rossi
P.S.
Come da impegni assunti al termine dell’incontro, e dopo aver ascoltato dalla Preside le ragioni del suo comportamento, io, finché non avrò contezza di atti illeciti verso il valore delle autodichiarazioni/giustificazioni dei genitori o di illeciti provvedimenti disciplinari verso studenti presenti al pubblico incontro di Lunedì, non farò passi ufficiali in Parlamento.
Così come, finché non avverrà nessuno dei suddetti abusi, non querelerò la Preside, né il Presidente della Provincia (che non ho mai visto, ma che straparla sul “sentito dire”), per le dichiarazioni menzognere che hanno rilasciato.
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