Viaggiare leggendo, così nasce “L’albero del pane”
Nuova collana per l'editore Pietro Macchione. La prima uscita è "Al di là del regno" di Pedro Gomez
«La lettura è qualcosa di essenziale per la vita». Per ribadire ancora una volta questo pensiero, Maurizio Fantoni Minella ha deciso di proporre all’ Editore Pietro Macchione una nuova collana: l’Albero del pane. Con questa iniziativa, Macchione – leader nel settore della cultura locale – si apre per la prima volta ad un mercato più ampio, ovvero quello nazionale. «La nostra idea – spiega Fantoni Minella, scrittore, saggista cinematografico e studioso di letteratura in lingua spagnola – è quella di rompere il luogo comune per cui un certo genere di letteratura non è più interessante. In questo periodo in cui dilagano i romanzi gialli e polizieschi, abbiamo deciso di riscoprire e farci riscoprire il gusto per la letteratura alta. Siamo convinti che ogni libro abbia un potenziale di lettori, l’importante è trovarli e far quindi recuperare il gusto per un certa lettura».
Il progetto che è nato è ambizioso. L’idea infatti è di far uscire sei libri all’anno fra testi inediti stranieri mai tradotti prima in italiano e
opere riscoperte dal passato. Le tematiche affrontate saranno cinque: le due Americhe, Europa, Aisa, Africa/Magreb e letteratura di viaggio. La prima uscita – acquistabile anche on line – è l’opera mai tradotta in una lingua europea dell’ autore colombiano Pedro Gomez "Al di là del regno". Il testo verrà presentato prossimamente a Genova al Festival di Poesia e alla Fondazione casa Aericana. Ci sarà un incontro anche a Roma con l’ambasciatore colombiano all’Istituto italo latino americano (iila).
I prossimi titoli in uscita saranno "Sabbia" opera sull’Iraq del 1994 dell’italiano Vittorio G. Rossi e "Morti come cani" dello spagnolo Francisco Ajala incentrato sul tema della dittatura in un paese dell’America latina.
«La caratteristica comune a tutti i testi – conclude Fantoni Minella – è che sono stati scritti tutti nel corso del Novecento. Questa non una casualità, ma una scelta. Vogliamo recuperare una parte del ventesimo secolo, un periodo fiorente non solo per la letteratura, ma anche per il cinema e la musica».
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