L’Ulivo tentato da Uslenghi

In vista del ballottaggio, il centrosinistra cassanese riflette sulla debacle elettorale e pensa al secondo turno

La debacle è stata completa: l’Ulivo a Cassano Magnago ha perso più di seicento voti, per sole nove preferenze non va al ballottaggio e tra quindici giorni dovrà scegliere chi tra quelli che sono considerati due mali, Morniroli e Uslenghi, indicare ai propri elettori. Peggio, molto peggio è andata agli altri: Rifondazione Comunista ha perso 560 voti, passando dal 7,2 per cento ad un misero 2,16% che non garantisce a Di Nanno e compagni nemmeno un posto in consiglio comunale. Posto che non avrà nemmeno il PdCi, arrivato al 2,1% con 227 preferenze. Una sconfitta su tutta la linea, che i leader di Ds e Margherita, proiettati a Cassano più che altrove, verso il Partito Democratico dovranno analizzare per bene. 

«Nove voti sono una beffa, non c’è che dire – commenta Claudio Carabelli, segretario cittadino della Margherita -. L’obiettivo di partenza era arrivare al ballottaggio, c’eravamo vicini, vicinissimi, ma abbiamo perso. La causa da ricercare è nei circa mille cittadini che non sono andai a votare, quasi tutti nostri: la politica del governo di Roma non ci ha aiutato, anzi. Ci vuole più attenzione per il Nord e la classe media, la gente non si sente coinvolta e non ha più voglia di partecipare». In previsione del secondo turno bisogna scegliere tra Aldo Morniroli, candidato della CdL, e l’ex sindaco leghista Domenico Uslenghi, che strizza l’occhio al 19 per cento dell’Ulivo: «La legge elettorale obbliga a decidere tra due mali – spiega ancora Carabelli -, dovremo optare per quello minore. Per ora il discorso è aperto, a freddo non ci sono indicazioni da dare, vedremo con calma. Certo, con la CdL non si apre nessun discorso: Morniroli ha fatto male recentemente, con Uslenghi abbiamo battagliato litigato negli anni scorsi, ma le persone cambiano, i tempi si evolvono e bisogna giudicare al momento, a quanto è sul piatto oggi».  

Con Uslenghi i consiglieri comunali dell’Ulivo si sono scontrati per anni, su temi variegati: è stato il nemico numero uno, contro il quale sono state sparate autentiche cannonate. Nell’ultimo periodo l’ex sindaco, in rotta con la Lega Nord, ha anche votato a favore di alcune mozioni del centrosinistra, ma immaginare un connubio tra Ulivo e Uslenghi fa accapponare la pelle a molti: «Non possiamo scegliere il candidato ideale, semplicemente perché non c’è – spiega Francesco De Palo, segretario cittadino dei Ds -. C’è il rischio di essere accusati di incoerenza, ma dobbiamo scegliere il male minore, chi potrebbe fare meno male alla città. Se dovessimo scegliere Uslenghi, e sottolineo se, lo faremmo solo in funzione del voto». Sulla scelta di andare da soli, senza Prc e PdCI, De Palo non è disposto a tornare indietro: «Non siamo affatto pentiti – spiega -, non credo avremmo preso più voti se fossimo andati insieme alle sinistre: le alleanze improvvisate, come i personalismi d’altronde, non premiano. Il voto dell’Ulivo si spiega con la crisi generale del centrosinistra a livello nazionale. Comunque il 20 per cento in provincia di Varese, paradossalmente, non è da buttare. Uslenghi è stato la sorpresa clamorosa, anche per noi: ha portato il centrodestra al ballottaggio ed è la prima volta che succede, anche loro dovrebbero farsi alcune domande».

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Pubblicato il 29 Maggio 2007
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