La sentenza delle Bestie di satana sarà affissa sui muri

A Busto Arsizio e Somma Lombardo manifesti con le condanne. Lo hanno deciso i giudici d'appello. Parenti soddisfatti, avvocati critici

Due ergastoli, pene più dure che in primo grado, nessun colpo di spugna. Parenti soddisfatti, avvocati difensori critici. E’ il quadro che si presenta all’opinione pubblica dopo la chiusura del sipario sul processo di appello per cinque componenti delle Bestie di Satana. Oltre alla durezza degli anni di carcere, i giudici hanno deciso di far pubblicare estratti della sentenza sui muri di Somma Lombardo, Busto Arsizio e Corsico. Una pena inusuale, dal forte valore simbolico per il territorio varesino. Dopo la sentenza, sono stati diversi i commenti,

Tollis. Quella di oggi è una sentenza giusta» dice Michele  Tollis, padre di Fabio, ucciso nel 1998, «ma putroppo dà ben misera soddisfazione: indietro non si torna, Fabio e Chiara non torneranno a noi, nè si potrà mitigare lo stesso dolore delle famiglie di questi giovani puniti per i loro delitti. Voglio ringraziare comunque chi mi ha dato ascolto e mi ha aiutato: la Procura di Busto Arsizio con il pm Masini e l’allora procuratore Pizzi, il mio avvocato di parte civile Emilio Beretta, la squadra investigativa dei Carabinieri di Varese».

Marino
. "E’ giustizia vera, i giudici hanno agito bene" dicono i genitori di Chiara Marino che fu uccisa insieme al fidanzato Fabio Tollis nel 1998, probabilmente perchè si stavano staccando dal gruppo.

Ballarin. Elisabetta Ballarin ha pianto dopo la sentenza. Aveva sperato in uno sconto di pena, aveva  qualche mese più di 18 anni quando fu uccisa Mariangela Pezzotta, a colpi di pistola e finita a vangate in faccia, probabilmente sepolta quando era ancora viva e respirava. Elisabetta Ballarin aveva risarcito e i genitori di Mariangela l’avevano perdonata, ma i giudici le hanno tolto solo un anno rispetto al primo grado. Il più convinto sostenitore della sua innocenza era Alberto Ballarin, il padre giornalista, morto di crepacuore dopo l’arresto della figlia. L’avvocato Francesca Cramis ha detto di essere preoccupata per la sua reazione. "Ha ancora solo 21 anni, deve studiare e deve trovare una scopo nella vita. Oggi mi è sembrata demotivata. Il suo – ha spiegato – è stato un pianto di disperazione e non di rabbia. Ho intenzione di starle vicina"

I difensori. I giudici non hanno tenuto conto delle critiche rivolte dagli avvocati a Andrea Volpe, che una volta in carcere diventava collaboratore degli inquirenti e accusava i complici di un tempo. Volpe, in attesa della Cassazione, è stato condannato con una condanna complessiva a 20 anni di reclusione. I legali parlano di "appiattimento" dei giudici, per loro Volpe "non è assolutamente attendibile". Secondo Francesca Cramis, avvocato di Nicola Sapone e Elisabetta Ballarin, "ancora una volta abbiamo toccato con mano l’ingiustizia italiana, perchè oggi sono state abbracciate piattamente le tesi dell’accusa".

Sapone, Monterosso, Zampollo e Leoni sono rimasti freddi al momento della sentenza, e hanno comunicato tra loro a gesti dopo la lettura del dispositivo.

L’accusa. "Tutto sommato è stata una sentenza equilibrata": è stato il commento del sostituto procuratore generale, Paola Capobianco, dopo la lettura del dispositivo della sentenza della seconda Corte d’assise d’appello di Milano. Il pg ha detto che la Corte "ha accolto in gran parte le richieste dell’accusa, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei due tentati omicidi".

Sentenza. I giudici hanno deciso anche una sorta di aggravio della pena, co la pubblicazione della sentenza di condanna a carico di Paolo Leoni mediante affissione nei Comuni di Busto Arsizio, Somma Lombardo e Corsico, nonchè la pubblicazione una sola volta e per estratto sui quotidiani ‘La Prealpiná ‘La Repubblica’ e ‘Il Corriere della Sera".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Maggio 2007
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