Perchè il Ccr fa parlare l’estone ai cittadini di Ranco

L'indotto del Centro di Ispra raccontato da chi, ogni giorno, lavora a stretto contatto con dipendenti e ricercatori

Sul banco ci sono The Times, Le Monde e El Pais. Sugli scaffali riviste in rumeno, tedesco e cinese. Sarà certo complice la posizione, ma per la cartolibreria Il Globo di Cadrezzate, il lavoro con il Ccr è praticamente naturale.
E storico. Tra "new entry" e clienti affezionati la collaborazione tra l’edicola e il centro di ricerca di Ispra dura infatti da quasi trent’anni. La titolare, Ilaria Contini, lo conferma: «Ricercatori, dipendenti e giovani tirocinanti sono i nostri principali clienti. Lo dimostra il fatto che il 25 per cento delle riviste che vendo è in lingua tedesca, il 20 per cento in francese e il resto è misto, compreso l’italiano».

La stessa filosofia alimenta l’attività quotidiana della libreria di Anna Thomas di Ispra «Lavoriamo solo su commissione – spiega Stella Spagnolo – i nostri clienti ci chiedono testi, soprattutto a sfondo tecnico e scientifico, e molto spesso gli ordini arrivano dal Ccr». La relazione con l’istituto ha perfino la sua prassi consolidata: «Ci arrivano le mail con i libri da procurare, noi verifichiamo la disponibilità tra nuovo e usato, facciamo la nostra offerta e, se il ricercatore interessato accetta, consegniamo il libro direttamente al Centro. Le richieste sono in prevalenza in inglese, tedesco e francese da poco però hanno fatto il loro ingresso i libri in estone e lettone».

Quello dell’ex Euratom è un indotto che da tempo alimenta i settori più svariati e quello ricettivo e della ristorazione in particolare. «Per nove mesi all’anno l’ottanta per cento delle camere è prenotato da dipendenti del Centro – spiega Tiziano Marin, chef dell’Hotel Lido di Angera, un vero e proprio punto di riferimento per i dipendenti del sito di Ispra -. È un rapporto di lavoro che dura da tempo e che ci ha permesso di allacciare dei contatti con dei clienti che sono diventati storici e di conoscerne di nuovi ogni anno».

A gestire i rapporti con alberghi e ristoranti dei comuni vicini sono direttamente gli uffici del Centro di ricerca che provvedono ad organizzare le giornate dei loro ricercatori nel modo più efficiente possibile. «Siamo contattati periodicamente dai responsabili delle relazioni pubbliche – ha aggiunto Marzia Donis dell’Albergo Le Terrazze di Ispra -. È il Centro stesso che pensa ad ogni dettaglio: dal trasporto dall’aeroporto di Malpensa, al bus dall’hotel al centro e agli eventi particolari. Noi offriamo l’ospitalità alberghiera e un servizio di ristorazione e spesso capita che vengano organizzate delle cene particolari in altri ristoranti del territorio per dare modo agli ospiti stranieri di girare e conoscere posti diversi».

Nelle giornate tipo dei lavoratori del Centro non mancano i modi per impiegare il tempo libero. Uno per tutti la palestra e la danza. Marijke Siebbeles, di origine olandese, si è trasferita ad Ispra negli anni settanta, dapprima per insegnare corsi di ginnastica all’ex Philipps dove lavorava il marito, poi fondatrice dello storico "Studio danza". «Sono stata tra le prime a portare la mia attività in questa zona – ha raccontato -, qui c’era pochissimo in termini di palestre e attività fisica e io ho iniziato il mio lavoro. Tra i miei allievi di danza classica e moderna ci sono moltissimi stranieri che arrivano dal Ccr e dalle altre realtà economiche del territorio. La mia palestra è una specie di punto di ritrovo».

Anche l’alternarsi dei semestri di presidenza dell’Unione Europea, che al Ccr si traduce in un "cambio di squadra" a seconda dello stato interessato, porta gli ospiti del Centro a mettersi in contatto con il territorio che li ospita. Vengono perciò organizzate proiezioni di film o serate a tema come quelle sul lungolago di Ranco che periodicamente ospita eventi con la cucina o la musica tipica di uno stato diverso dell’Ue. «Come Comune mettiamo a disposizione degli spazi e facciamo delle proposte al comitato che organizza gli eventi all’interno del Centro – ha commentato Vittorio Vezzetti, vicesindaco del piccolo paese del Verbano -. A livello di costi non ci impegna mentre offre l’opportunità di avere momenti di incontro molto interessanti». 

E le proposte non sono mancate, lo scorso anno, in riva al lago, sono state organizzate serate a base di piatti austriaci o di musica finlandese coinvolgendo anche gli abitanti ranchesi. «Mi è capitato di ottenere dei contatti anche grazie al mio lavoro di pediatra – ha aggiunto Vezzetti -. Parlo quattro lingue e questo mi permette di comunicare e di farmi conoscere da clienti stranieri. La maggior parte arriva proprio dal Centro di ricerca di Ispra e sono stati proprio i miei clienti a darmi lo spunto per organizzare appuntamenti per conoscere culture diverse. Da parte loro la voglia di proporre e collaborare non manca».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Maggio 2007
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