Whirlpool, duri a morire. Espugnata Milano: la serie torna a Masnago

Aj-Varese 62-71. Straordinaria impresa di Holland e compagni che approfittano di una serataccia dei tiratori Olimpia e riaprono i giochi. Venerdì gara 4

"Die Hard, duri a morire". Se dovessimo dare un titolo a questa Whirlpool sceglieremmo quello di un film di successo con Bruce Willis di qualche anno fa. Perché è così: dirigenti, tecnici e giocatori avevano detto che la serie tra Varese e Milano non era terminata, che sarebbe stato bello tornare a Masnago un’altra volta. Promessa mantenuta: la Whirlpool espugna di autorità il Forum (62-71), con quel cinismo che era mancato nelle prime due contese. Intendiamoci: Garris e compagni ci mettono del loro tirando da tre punti con il 5% (cinque), un terribile 1/22 mai visto neppure nei tornei dei più piccoli. La squadra di Magnano però ha saputo far leva su questo dato, non ha avuto paura quando Milano l’ha riacciuffata e quando a sua volta il canestro era tabù e l’ha portata a termine senza tremori e paure. Merito di tutti, merito un po’ di più di Holland, a tratti ciclonico: 25 punti e 12 rimbalzi. Venerdì si torna a Masnago, l’AJ rimane grande favorita ma la casa di Djordjevic stasera scricchiola un po’ di più.

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COLPO D’OCCHIO – Forum più brulicante, finalmente, rispetto a gara 1: il palasport alle porte di Milano ospita 7.500 persone, risvegliato dalla situazione favorevole alla squadra di casa. Da Varese però ci si crede ancora: in 250 riempiono i due settori angolari che guardano la panchina di Magnano; tanti altri si fanno sentire dai seggiolini più disparati a sottolineare che qui si vive ancora.

PALLA A DUE – Squadre al completo: per Milano l’escluso è ancora Davison, per la Whirlpool il ritorno gradito è quello di Billy Keys. “Sto un po’ meglio, voglio tornare a giocare a Masnago” racconta nel pre partita. Il primo coro di fede prealpina è tutto per lui. In quintetto va comunque Capin. A pochi istanti dalla palla a due è invece boato per Gallinari, premiato giustamente quale miglior under 22 del torneo.

LA PARTITA Inizio da mani fredde: una schiacciata di Watson e un balzo di Holland sono tra le poche cose buone dei primi 4’ di gioco. Delonte è l’osservato particolare della difesa AJ, allora è Capin a siglare il primo vantaggio (5-6), presto capovolto da Milano (5-8). Carter scalda la mano e pareggia dall’arco poco prima del ritorno in campo di Keys. Tocca a Gallinari e Bulleri aprire un piccolo break dopo due fischi molto dubbi (14-10). Ancora Carter a segno, ma Watson in area è tremendo e domina Galanda a rimbalzo (13-7 il parziale). L’ultimo minuto è firmato Armani; al 10’ è 18-13.
Schultze apre la seconda frazione con una stoppata altissima su Holland che si rifà segnando 5 punti di fila (20-18). Milano va a zona ma ha il torto di sbagliare troppo dall’arco; il contrario della Whirlpool che con De Pol sorpassa dai 6,25 (20-21). Quando l’AJ si inceppa c’è sempre un Gallinari a risolvere, anche appena rientrato dalla panchina. Il suo alter ego è Holland e il punteggio sale (26-27 al 16’). Quando la palla però arriva agli altri 8 in campo, sono guai per lo spettacolo, tra tiri corti e palle perse. Sono i play, Garris e Capin a combinar qualcosa dopo tanti errori; Galanda in lunetta sigla il +3 e a fil di sirena allunga da fuori: 28-34.

Milano rosicchia subito punti dal tabellone ma Djordjevic deve togliere Green al terzo fallo. Sembra di rivedere gara2, ma stavolta Galanda non è il fantasma visto a Masnago, pur senza strafare. La Whirlpool però continua a faticare pur se Keys estrae dal cilindro i suoi unici tre punti. Magnano si rifugia in time out, il punteggio continua a rimanere piuttosto inchiodato tanto che due liberi di Holland vengono salutati come fossero gol: Delonte è bravo anche in difesa, molto utile nei raddoppi su Blair. L’Armani, aridissima da 3, accorcia con Gigena in contropiede mentre Keys continua la sua serataccia. Magnano rimette Capin che a 4” infila i liberi del 42-46 del 30’.

IL FINALE – Al primo pallone Schultze rompe l’incredibile digiuno AJ dall’arco (0/15) e Garris sorpassa in contropiede. De Pol rende il servizio al tedesco, poi stoppato da Holland. Fernandez colpisce da lontanissimo, facendo arrabbiare Djordjevic che chiama sospensione (49-52). Al rientro Capin ruba palla a Bulleri e fa il +5, Holland spara dall’arco il + 8 dopo errore di Green (49-57 a 6’40” dalla fine). Sono due liberi e una schiacciata del Bullo rianimare l’AJ prima di uno slalom di Delonte (53-59). Le difese iniziano a usare mani e gomiti, da Bulleri arriva anche una provocazione alla stella di Varese, per fortuna non raccolta. Da qui in poi è una sofferenza continua, con tanti passaggi in lunetta. Ci vanno Holland (0/2), il play azzurro e Blair (1/2): 55-59. Servono punti, arrivano da Hafnar: tripla; serve pure un rimbalzo e ci pensa Holland. Greg ha anche due liberi ma ne fa uno solo. Milano è di nuovo Bulleri: 2/2 dalla linea e 57-63 a -2’36”. Gallinari riprova il giochino a forma di sfondamento, stavolta gli arbitri non abboccano e Holland colpisce ancora. Il Forum resta di ghiaccio sulle due triple fallite da Green. Fernandez getta un tiro, Bulleri no (59-65) e Capin fa un solo libero. Varese trema, Schultze la bracca (61-66 a 42”). Il tedesco fa fallo a gioco fermo e manda Fernandez a tirare: l’argentino non trema, Green un po’ sì (62-68). Per Schultze c’è pure l’antisportivo e De Pol fa 1/2. Sulla rimessa ancora Capin in lunetta: come a Cantù è lui il killer. Finisce con 400 ragazzi in festa: una festa che dovrà ripetersi tra tre giorni. Ma allora saranno in cinquemila a spingere la Whirlpool.

IL PROTAGONISTA – Lo abbiamo già detto; Delonte Holland ha giocato con la forza di un ciclone. Punti, rimbalzi a quote himalayane, buone percentuali: tutto quel che poteva servire ad abbattere Milano e i suoi lustrini. Al suo fianco De Pol: validissimo scudiero con i gradi di capitano.

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Pubblicato il 22 Maggio 2007
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