Whirlpool, duri a morire. Espugnata Milano: la serie torna a Masnago
Aj-Varese 62-71. Straordinaria impresa di Holland e compagni che approfittano di una serataccia dei tiratori Olimpia e riaprono i giochi. Venerdì gara 4
"Die Hard, duri a morire". Se dovessimo dare un titolo a questa Whirlpool sceglieremmo quello di un film di successo con Bruce Willis di qualche anno fa. Perché è così: dirigenti, tecnici e giocatori avevano detto che la serie tra Varese e Milano non era terminata, che sarebbe stato bello tornare a Masnago un’altra volta. Promessa mantenuta:
COLPO D’OCCHIO – Forum più brulicante, finalmente, rispetto a gara 1: il palasport alle porte di Milano ospita 7.500 persone, risvegliato dalla situazione favorevole alla squadra di casa. Da Varese però ci si crede ancora: in 250 riempiono i due settori angolari che guardano la panchina di Magnano; tanti altri si fanno sentire dai seggiolini più disparati a sottolineare che qui si vive ancora.
PALLA A DUE – Squadre al completo: per Milano l’escluso è ancora Davison, per
Schultze apre la seconda frazione con una stoppata altissima su Holland che si rifà segnando 5 punti di fila (20-18). Milano va a zona ma ha il torto di sbagliare troppo dall’arco; il contrario della Whirlpool che con De Pol sorpassa dai 6,25 (20-21). Quando l’AJ si inceppa c’è sempre un Gallinari a risolvere, anche appena rientrato dalla panchina. Il suo alter ego è Holland e il punteggio sale (26-27 al
Milano rosicchia subito punti dal tabellone ma Djordjevic deve togliere Green al terzo fallo. Sembra di rivedere gara2, ma stavolta Galanda non è il fantasma visto a Masnago, pur senza strafare.
IL FINALE – Al primo pallone Schultze rompe l’incredibile digiuno AJ dall’arco (0/15) e Garris sorpassa in contropiede. De Pol rende il servizio al tedesco, poi stoppato da Holland. Fernandez colpisce da lontanissimo, facendo arrabbiare Djordjevic che chiama sospensione (49-52). Al rientro Capin ruba palla a Bulleri e fa il +5, Holland spara dall’arco il + 8 dopo errore di Green (49-
IL PROTAGONISTA – Lo abbiamo già detto; Delonte Holland ha giocato con la forza di un ciclone. Punti, rimbalzi a quote himalayane, buone percentuali: tutto quel che poteva servire ad abbattere Milano e i suoi lustrini. Al suo fianco De Pol: validissimo scudiero con i gradi di capitano.
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