Don Gino Rigoldi e Fogar chiudono Librando
Sabato 2 giugno incontro con il cappellano del carcere Beccaria di Milano e domenica Ambrogio Fogar rivive con i ricordi della figlia Francesca
Cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano da oltre 35 anni. Costantemente a contatto con giovani in difficoltà, che hanno commesso degli errori e che stanno pagando. Don Gino Rigodi sarà ospite a Samarate, all’interno di Librando, il prossimo sabato 2 giugno, alle 21, in occasione della Festa della Repubblica. Presenterà il libro “Solidarietà”, pubblicato da Fabbri, ma soprattutto parlerà della proprie importante esperienza.
Don Gino Rigodi, poi, è il fondatore e il presidente di Comunità Nuova. L’associazione, infatti, è nata nel 1973 per organizzare un gruppo di volontari che si occupassero dei ragazzi in uscita dall’Istituto penale per minorenni "C.Beccaria" di cui don Gino è cappellano.
Domenica alle 21
«Io sono stato con il prato dell’Oceano sotto di me, nella pancia della mia barca, col vento, con i gabbiani, ho visto tramonti commoventi, ho letto romanzi col sole che mi baciava la fronte, per un anno, e non capisco la gente che mi guarda incredula e mi chiede: “Ma come hai fatto?” Io ho fatto la cosa più bella del mondo. Ho sentito la Bohème cullato dal mare!». Sono le parole di Ambrogio Fogar sulla sua vita. Parole che non possono non colpire chi conosce la storia del noto esploratore rimasto paralizzato in seguito a un incidente e scomparsa lo scorso anno. Storia che oggi viene raccontata attraverso gli occhi della figlia, Francesca Fogar, nel libro “Ti Aspetto in piedi”, edito da Aliberti editore, realizzato con la collaborazione della giornalista Marta Chiavari e ricco di materiale inedito.
Il libro sarà presentato durante l’incontro di chiusura di Librando a Samarate la prossima domenica 3 giugno (ore 21) alla presenza delle due autrici. Nell’opera vengono raccontati i lati meno conosciuti e più intimi di un uomo che ha esplorato il mondo solo per cercare se stesso e che è diventato un eroe quando è caduto.
Nel libro “Ti aspetto in piedi” c’è tutto: la fantasia, le utopie, le zone buie, gli insegnamenti, la morte dell’amico, le critiche dei nemici, le delusioni, il successo mediatico, gli aneddoti, i retroscena, l’immobilità, il viaggio della speranza, il trapianto di cellule staminali embrionali, la morte. Con materiale mai pubblicato come la lettera a Oriana Fallaci, le struggenti lettere alla moglie e alla madre scritte dalla zattera durante il naufragio del 1978, le cartoline, i “pizzini” che padre e figlia si scambiavano continuamente, lasciandoli in ogni parte della casa, le fotografie inedite, le testimonianze dei familiari e degli amici, la parole prima dell’Ultimo Viaggio. La testimonianza straordinaria di un uomo che ha sempre combattuto l’ordinario.
Il tutto con l’occhio privato di sua figlia, Francesca. Il punto di vista di una figlia che ricorda il padre, con sentimento, ma senza retorica. Marta Chiavari è una giornalista professionista free lance. Vive a Milano dove collabora con Mtv ed è un’inviata delle Invasioni Barbariche su La7. Viaggia spesso per il mondo dove cerca storie per servizi e documentari. Scrive d’attualità e costume per diverse testate tra cui «Diario della settimana» e «Il Ventiquattro».
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