Pampari: «I problemi del pronto soccorso sono stati una brutta sorpresa»
In Commissione Affari sociali, il direttore Pampari ha spiegato le ragioni dei problemi al PS. Mancanza di personale e scarsa offerta di posti letto le ragioni dei disagi
Lo strappo tra ospedale e Università dell’Insubria è ancora nell’aria. Le parole del preside della Facoltà di Medicina Paolo Cherubino risuonano con tutta la violenza di chi se ne va sbattendo la porta. Nonostante le frasi accomodanti e cariche di ottimismo del direttore generale dell’Azienda ospedaliera Carlo Pampari, i riflettori restano puntati sul Circolo.
Parliamo di riflettori politici, accesi in Commissione servizi sociali del Comune di Varese dove, su richiesta dei consiglieri Motta, Lo Giudice e Corbetta, sono stati invitati i rappresentanti dell’ospedale per sapere cosa stia capitando al Pronto soccorso di via Guicciardini.
Il campo di studio, per la verità, era un po’ limitato alla luce degli ultimi avvenimenti, così i consiglieri, Zappoli, prima, Cacioppo poi, Nicoletti e tutti gli altri, hanno tentato di far luce su un problema annoso che si trascina da anni. Al tempo di rotasperti si diceva che la panacea di tutti i mali sarebbe stato il monoblocco, oggi, che il monoblocco è operante, si naviga a vista, affrontando passo passo i problemi che quotidianamente si presentano. «Anche per noi è stata una brutta sorpresa – ha ammesso Pampari – il nuovo pronto soccorso, dotato di più letti, più personale, più atterzzature non riesce a far fronte alle richieste della gente. Come mai? Il fatto è che, dalla sua apertura, il lavoro è incrementato del 20%, circa 30 pazienti di media in più al giorno. Il nuovo ospedale avrebbe dovuto aprire più posti letto per fornire adeguato supporto ma non riusciamo a reperire personale infermieristico. Abbiamo provato in più direzioni ma sempre senza esito. Questo mese espleteremo un nuovo concorso dove spero si possano reperire gli infermieri che abbiamo bisogno. Ma l’offerta di lavoro è nettamente superiore alla domanda, per cui non è così scontato riuscire ad assumere chi si iscrive al concorso».
A parte i problemi di personale, c’è tutto un sistema organizzativo nuovo che va rodato: « La macchina presenta qualche vischiosità – ha spiegato il direttore medico di presidio Andrea Larghi – il fatto è che abbiamo introdotto rivoluzioni organizzative a cui la macchina piano piano si deve adeguare». Piano , piano, secondo ritmi fiosiologici che, comunque, erano stati previsti nella fase di progettazione del trasloco, avvenuto in tempi ragionevoli, dopo discussioni e preparazioni adeguate.
«Il problema dell’azienda ospedaliera di Varese è di essere sottostimata rispetto al bacino d’utenza – ha fatto notare il primario del Pronto Soccorso Francesco Perlasca – il numero di posti letto non è adeguato». Sul punto, però, l’azienda sta ampliando la sua offerta grazie ai cantieri che ha aperto sia a Luino, sia a Cittiglio, sia a Cuasso e a Varese: «In questo modo si avranno 70 posti letto in più a Luino e 70 a Cittiglio».
Tanto per ritornare alle promesse di "rotaspertiana" memoria, peccato che senza il personale i posti letti in più rimarranno chiusi…
Nervo scoperto che cruccia il direttore Pampari è la questione della sicurezza, presentata dal candidato di Rifondazione che racconta di come lui stesso domenica scorsa sia entrato nell’ospedale, abbia raggiunto la centrale termorefrigerante e abbia curiosato tra cavi e pulsanti senza che nessuno si degnasse di fermarlo: «Avrei potuto mandare in tilt l’intero sistema. E tutto con grande facilità».
Una gita indisturbata proprio in quell’impianto rumoroso detestato dal vicinato e su cui il direttore Pampari ha promesso ulteriori interventi di insonorizzazione.
La storia continua.
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