Rapito nelle Filippine missionario di Abbiategrasso

Padre Giancarlo Bossi è stato portato via da un gruppo di uomini armati al termine dellla messa

Resta alta l’apprensione per la sorte di padre Giancarlo Bossi, missionario italiano del PIME, rapito domenica mattina, 10 giugno, nell’isola di Mindanao, nelle Filippine. A sequestrarlo una gruppo di una decina di uomini armati. Padre Bossi, nato ad Abbiategrasso in provincia di Milano 57 anni fa, vive nelle Filippine dal 1980. Si tratta del terzo sacerdote italiano ad essere rapito nella zona negli ultimi dieci anni.
Una banda composta da una decina di uomini armati lo ha sequestrato verso le 9.30 di domenica mattina, ora locale, nel villaggio costiero di Bulawan, nell’isola meridionale di Mindanao.
Secondo una radio locale il sacerdote sarebbe stato rapito dopo aver celebrato la Messa.
Il sospetto è che i rapitori facciano parte di uno dei gruppi oltranzisti islamici che infestano le Filippine meridionali e si sono già distinti nel campo dei sequestri.

«Seguo con apprensione la vicenda del rapimento di padre Giancarlo Bossi, e mi unisco all’appello accorato per la sua liberazione – ha commentato Filippo Penati sul rapimento del missionario del PIME  – Da diversi anni – aggiunge Penati – la Provincia di Milano sostiene e collabora con il Pime, con cui abbiamo lavorato in più occasioni ad iniziative di coinvolgimento dei giovani sui temi dell’educazione alla pace e alla mondialità e del dialogo interreligioso.

In queste ore di attesa restiamo in contatto con i rappresentanti del Pime, confidando che l’impegno delle autorità possa concludere positivamente questa vicenda, e che padre Bossi possa tornare al più presto alla libertà e al suo prezioso lavoro di dialogo, educazione e pace».

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Pubblicato il 11 Giugno 2007
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