Suazo, l’Anastasi di trent’anni dopo
Lo scippo del Milan ai danni dell'Inter ricorda la clamorosa cessione di "Pietruzz", dal Varese alla Juventus. Anche quella volta furono beffati i nerazzurri, che se lo videro soffiare sotto gli occhi
David Suazo all’Inter? No, l’ha "scippato" il Milan. La vicenda del bomber honduregno del Cagliari, al centro del caso più scottante del calciomercato 2007, riporta alla mente uno dei più celebri colpi del passato. Quello che riguardò nella primavera del 1968 l’allora centravanti del Varese dei miracoli, Pietro Anastasi.
"Pietruzzu" era allora il pezzo più pregiato della formazione biancorossa (foto a lato – Anastasi è accosciato, terzo da destra) che aveva appena concluso il miglior campionato di sempre visto dalle parti di Masnago, quello del 5-0 inflitto alla Juve di Heriberto Herrera con tripletta proprio dell’attaccante catanese. Proprio per quello su di lui aveva messo gli occhi l’Inter di Mazzola; da Milano partì così l’offerta decisiva: 400 milioni, Bedin, Cappellini e il prestito di un giovane Bellugi.
Fu così che il direttore generale del Varese, il mitico Alfredo Casati, accompagnò Anastasi a disputare un’amichevole al "Meazza" con la maglia nerazzurra, prima ancora che il contratto fosse firmato. Era il 19 maggio del 1968. Nell’intervallo la più clamorosa delle notizie, come la raccontò Natale Cogliati nel suo volume "Il mondo in un pallone" (nella foto, Anastasi nerazzurro – tratta dal libro). «A San Siro, all’inizio del secondo tempo, fu un fotografo a dirgli: "Guarda che hai addosso la maglia dell’Inter, ma sei stato venduto alla Juventus"». Una versione confermata a un incredulo Anastasi dallo stesso Mazzola, al termine dell’incontro .
Ma cos’era successo? La trattativa tra Casati e Allodi era stata interrotta dall’unica persona cui era permesso di inserirsi, il commendator Giovanni Borghi. Il "patròn" aveva fatto tutto da solo, come talvolta gli capitava: fu lui a contattare direttamente Gianni Agnelli e a cedere Anastasi alla Juve per 660 milioni, un record assoluto, cui andava aggiunto un solido accordo industriale tra il gruppo Fiat e la Ignis sui motori per i frigoriferi.
Per "Pietru u turcu" quella fu la seconda svolta della carriera (la prima fu il viaggio dalla Sicilia a Varese): in bianconero Anastasi disputò 205 gare con 78 reti vincendo lo scudetto per ben tre volte. Nell’estate del ’68 – quella della cessione – inoltre, esordì in Nazionale e fu decisivo per la conquista del titolo Europeo. Anastasi in finale segnò uno dei due gol con cui l’Italia stese la Jugoslavia; l’altro, per ironia della sorte, venne realizzato da Gigi Riva, un grande varesotto (di Leggiuno) che a differenza di Anastasi non vestì mai il biancorosso.
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