“Io, consigliere incapace di intendere e di volere…”

Lettera aperta di Antonello Corrado (Rifondazione Comunista) al sindaco Gigi Farioli

Riceviamo e pubblichiamo
 
Scrivo questa lettera, dopo poche ore dall’ultimo consiglio comunale tenutosi a busto, per manifestare la mia grande amarezza per come sono stato aggredito ed apostrofato verbalmente dal "signor" sindaco Farioli.
 
Da oltre 5 anni ho l’onore e l’onere di svolgere l’attività di consigliere comunale in questa città e mai nessuno era arrivato a tanto, nonostante le normali divergenze di vedute che ovviamente si hanno nel corso delle sedute.
 
Oltretutto non ho neppure poi ricevuto le scuse e neppure una rettifica dopo cotanta manifestazione di arroganza e maleducazione.
 
Ma io voglio provare a rispondere civilmente a questi attacchi scomposti, avvenuti, lo ricordo per chi non era presente, durante la discussione sul’incompatibilità del sindaco con la carica di consigliere regionale.
 
Se un "consigliere incapace di intendere e di volere", come mi ha chiamato Farioli, è colui che chiede il semplice rispetto della legalità (del Testo Unico degli Enti Locali, nella fattispecie) allora io lo sono.
 
Se un "consigliere incapace di intendere e di volere" è colui che, in un consiglio comunale denso di inciucini e inciucioni, cerca di fare opposizione seria ed onesta, controllando l’operato della giunta e proponendo argomenti e questioni utili per i concittadini, allora io lo sono.
 
Se un "consigliere incapace di intendere e di volere" è colui che in tutte le sedute di consiglio e di commissione ha sempre atteso la parola senza interrompere nessuno e sempre senza mai insultare alcuno, e tantomeno ad alta voce, allora io lo sono.
 
La difesa di Farioli, invece, se da un lato è stata patetica nell’affermare che un consigliere regionale è differente da un consigliere regionale supplente (cavillo davvero meschino) e che quindi la sua posizione esula da quanto disposto dall’art. 65 del T.U.E.L. (che parla chiaramente di incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e di sindaco) è stata soprattutto scomposta e maleducata.
 
Be’, certo, le leggi devono rispettarle i rom e gli extracomunitari; mica un sindaco… 
Peraltro non è la prima volta che l’aplomb del "signor" sindaco viene meno.
Le altre non le voglio elencare ora solo per il rispetto che voglio ancora avere per la carica di sindaco, che Farioli riveste (pro-tempore).
 
In sostanza, davvero una "caduta di stile" notevole, ma soprattutto un’aggressione verbale che non credo di meritare.
 
Forse le voci fuori dal coro che non si possono imbavagliare danno fastidio e fanno innervosire; ma, caro "signor" sindaco, fino a quando il sottoscritto non deciderà di sua sponte di lasciare i banchi del consiglio comunale di Busto, lei dovrà rassegnarsi ad ascoltarmi, possibilmente senza più interrompere e apostrofare con urla da stadio come ha fatto l’altra sera.
 

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Pubblicato il 19 Luglio 2007
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