Pronto soccorso al collasso: 40 persone in attesa di un letto

Un'altra mattinata di passione al PS del Circolo, risolta solo nel pomeriggio con il reperimento di alcuni posti letto. Parte la ricerca di posti nelle strutture private

Nuovo collasso al pronto soccorso di Varese. Questa mattina, mercoledì 11 luglio, disposti sulle barelle, alla bene e meglio, c’erano almeno 40 persone in attesa di un ricovero: «Una situazione normale – l’ha giudicata il primario Francesco Perlasca – non c’è una causa particolare, non c’è superaffollamento. Semplicemente, non ci sono posti liberi nei reparti  e sul territorio non esistono strutture per le cure intermedie».

 

Per il primario del Pronto soccorso, dunque, la situazione individuata lunedì scorso dall’assessore regionale Bresciani, insieme al direttore dell’azienda ospedaliera Carlo Pampari e a quello dell’Asl Pierluigi Zeli potrebbe effettivamente essere la risposta definitiva: « L’unico dubbio è che ci siano sul territorio strutture con posti liberi in questo periodo estivo».

 

La proposta è quella di reperire una trentina di posti per la degenza di pazienti non più gravi ma non in grado di rientrare in famiglia: «Lunedì ritorneremo in Regione per capire i dettagli formali della soluzione – chiarisce il dg Carlo Pampari – intanto inizierò la ricerca sul territorio a nord della provincia per capire chi e quanti posti ci siano effettivamente. In questo modo conto di avviare una sperimentazione entro la prima metà di agosto, per poi indire un bando regolamentare».

 

La situazione, dunque, rimarrà problematica almeno per un altro mese. La ricerca di posti letto all’interno del monoblocco è spasmodica: dopo l’apertura di posti “volanti” in geriatria, medicina e pneumologia, altri sei letti sono stati recuperati al sesto piano ( altri cinque nei prossimi giorni)  dove sono entrati in servizio sei infermieri professionali e sei operatori socio sanitari. Inoltre, procede la ricerca di alternative nelle chirurgie dove si sta valutando l’attività tenendo presenti i casi di urgenza che naturalmente gravitano sul Circolo, sede di riferimento del 118.

 

La soluzione per il Circolo, ancora una volta, non sembra immediata. Anche la ricerca di personale professionale incontra notevoli intoppi: i concorsi non assicurano i risultati attesi, tra rifiuti e cambi di opinione di quanti sostengono gli esami.

 

«La situazione è critica – spiega il direttore sanitario Stefano Zenoni  l’intera azienda ospedaliera, con Luino, Cittiglio e Cuasso, è coinvolta nella soluzione del problema, ma gli altri ospedali non sono in condizioni migliori».

 

Il reperimento di posti letto, comunque, nel pomeriggio aveva dato i suoi frutti. Una quindicina di degenti ha trovato posto in reparto allentando la pressione sul pronto soccorso.

Le difficoltà, però, ormai all’ordine del giorno, hanno indotto il segretario cittadino dei DS Fabrizio Mirabelli a chiedere l’intervento del sindaco Attilio Fontana : « La questione del Pronto Soccorso del nuovo Ospedale di Circolo e dei gravi disservizi che continuano a verificarsi come nella vecchia struttura è un problema che mi sta particolarmente a cuore perché riguarda la qualità della vita di tutti noi, dei nostri concittadini e degli abitanti della Provincia che fanno parte del nostro Comprensorio. È giunto il momento che le forze politiche di centro – destra (Lega, FI, AN, UDC) che governano Regione, Provincia, Comune da quindici anni inizino ad assumersi le proprie responsabilità per una scellerata politica sanitaria di diminuzione di posti letto (da circa 1100 a 576) di cui sono corresponsabili. Per questo propongo che l’avv. Fontana, in qualità di sindaco del capoluogo di Provincia, utilizzando i poteri che la Legge sanitaria gli conferisce, pretenda dal dott. Pampari un Pronto Soccorso degno della città capoluogo di Provincia».

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Pubblicato il 11 Luglio 2007
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