Rimpasto di Giunta, la proposta di Farioli
Un minuetto di deleghe da un assessorato all'altro nel progetto presentato alle segreterie dal sindaco Farioli. Possibili un paio di "new entries" in Giunta, fra cui una donna; immutati i rapporti di forza tra i partiti
Rimpasto di Giunta doveva essere, e rimpasto sarà: ma nel segno di un sostanzioso rinnovamento, non tanto delle poltrone e di chi le occupa quanto delle relative deleghe. Dieci sono gli assessori a Busto Arsizio, e dieci resteranno: nessun partito vuole arretrare di un millimetro dalle posizioni conquistate. Il sindaco Farioli, artefice dell’"operazione rimpasto", ha comunciato ieri ai partiti della maggioranza una proposta che prospetta una profonda revisione delle deleghe assessorili. La cosa avrebbe dovuto rimanere riservata fino all’annuncio ufficiale, ma è trapelata egualmente.
Nella bozza non mancano le novità, come un assessorato a energia, ricerca e università che alcuni vedono "cucito su misura" per l’ex sindaco Gianfranco Tosi, oppure quello proposto per sviluppo economico e attività produttive, che pare destinato all’Udc, e dunque a Giuseppe Zingale, che lascerebbe al sindaco la patata bollente dei rapporti col personale. L’assessorato ai servizi sociali diverrebbe assessorato alla famiglia, alle nuove povertà e al disagio sociale. I lavori pubblici sarebbero accorpati alla mobilità, la viabilità sarebbe sganciata dalla sicurezza, l’assessorato alla cutura perderebbe la delega all’istruzione superiore guadagnando quella ai grandi eventi, a sua volta sottratta all’assessorato allo sport. L’assessorato alla qualità della vita guadagnerebbe la delega alla sanità, mentre quello al bilancio acquisirebbe la competenza sul patrimonio – di fatto l’assessorato agli affari legali di Mario Crespi rischia di soccombere di fronte alla prossima istituzione della società patrimoniale fortemente voluta dalla Lega Nord. Crespi dovrebbe comunque restare in Giunta, probabilmente con delega alle infrastrutture; nella Lega si prospettano le dimissioni di Franco Girola, da tempo scontento per problemi di relazione all’interno della macchina comunale, che verrebbe immancabilmente sostituito da un collega di partito. Non si esclude infine l’ingresso in Giunta di una donna, peraltro previsto da una norma dello Statuto comunale "scoperta" di recente e finora non rispettata. Punto delicato, perchè resta da definire se la donna in arrivo debba essere di marca leghista (poco probabile, con un Tosi dietro l’angolo) o forzista (e in quel caso salterebbe una poltrona fra gli attuali azzurri).
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