Un’azienda varesina “veste” la 500
Ecco la "pelle protettiva" del gioiello Fiat, usata anche per l'inaugurazione ufficiale: basta un telo e il nuovo modello si trasforma nel vecchio cinquino
Un’automobile legata ad un’epoca, ma che guarda con occhio orgoglioso alla modernità. Questa è la Nuova 500 di Fiat, un vero e proprio fenomeno di costume che sta facendo impazzire i media e gli italiani, che si affollano nelle piazza per ammirare l’erede del Cinquino. Tutto merito del grande lavoro dei progettisti, indubbiamente, ma anche di una campagna di comunicazione senza precedente.
Bene, proprio in questa campagna di comunicazione c’è un pezzettino di Varese. Avete visto lo "strip" delle 500 nelle piazze italiane? Si tratta di un vero e proprio spettacolo, perché le Nuove 500 vengono trasportate da Fiat coperte da un telo che le fa somigliare in tutto e per tutto alla loro nonna, la 500 originale. Questo telo, che una volta tolto dà la curiosa impressione di una metamorfosi temporale, è stato realizzato da un’azienda leader del settore, la varesina Cover Car.
Il telo appositamente disegnato ha fatto il suo debutto proprio all’inaugurazione torinese del 4 luglio. A progettarlo, per curarlo nei minimi particolari, è stata proprio la Confezioni Andrea (proprietaria del marchio Cover Car) in collaborazione con il centro stile Fiat.
Il progetto di questo copriauto è unico al mondo ed è nato più di un anno fa, grazie alla lungimiranza dei Product Manager di Fiat ed al legame che unisce la storica marca torinese e la piccola azienda di Varese. Il progetto del telo è stato affrontato come un vero e proprio progetto di moda, anche per consolidare la partnership tra le due aziende, un accordo di lunga data. Tutti i modelli della storia recente del colosso automobilistico hanno visto la luce dei riflettori dei più importanti saloni internazionali, svelati da sotto i teli creati dai “sarti” dell’automobile, e sono stati poi accompagnati e protetti fino nelle più piccole officine.
In particolare per la realizzazione di questo prodotto sono state applicate tecniche di stampa fin ora “esclusiva” dell’alta moda ma con volumi degni dell’industria automobilistica. Si pensi ad esempio che per questo progetto sono stati utilizzati 33 km di materiale stampato, quantità mai raggiunta a livello mondiale. Per dare un effetto tridimensionale, tutte le cuciture devono far coincidere i diversi componenti in maniera perfetta, questo è possibile solo grazie a fasi di lavoro controllate da personale esperto.
Sembra quindi riduttivo parlare di copriauto, questa è una vera e propria seconda pelle. Si tratta quindi di un oggetto di culto, che in molti vorrano avere. Così i futuri possessori della 500 potranno regalare alla loro “bella” un abito da far invidia a quelli in vendita in Via Montenapoleone a Milano, con caratteristiche estetiche e qualitative uniche al mondo, ma che lascia aperte le porte del cuore permettendo alla splendida neonata di casa Fiat di utilizzare, nel suo giorno più bello, il vestito della celebre “nonnina”.
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