Frana la collina, chiusa la strada tra le polemiche

Via Trieste è stata bloccata al traffico. Accuse da un gruppo di cittadini al privato che ha costruito a monte un gran numero di serre

Anche a Cassano Magnago, come nel resto della provincia ed in particolare nella zona Sud, il maltempo dei giorni scorsi ha fatto danni. In particolare c’è un’area del Comune, via Trieste, ad essere stata colpita: le precipitazioni, andate avanti per circa 48 ore, hanno infatti provocato la frana parziale della collinetta che sovrasta la strada compresa tra il torrente Rile e il più piccolo Rio Freddo. La fanghiglia ha invaso la carreggiata ed il Comune guidato da Aldo Morniroli ha deciso la chiusura della strada a partire dalle 19.30 di ieri, 21 agosto: «A scopo precauzionale – spiega il sindaco -, la via infatti non è illuminata e nella notte erano annunciate precipitazioni rilevanti». Dal pomeriggio di oggi, mercoledì 22 agosto, una ruspa è al lavoro per ripulire l’asfalto, lavoro completato da un’autobotte. 

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Cassano Magnago, franata la collina 4 di 18

Fin qui la cronaca dei fatti, ma non è tutto. Infatti alcuni cittadini denunciano il fatto che parte della terra che sovrasta la strada non avrebbe dovuto esserci e insinuano che l’allagamento possa essere addebitato al privato che ha costruito numerose serre (alcuni dicono un vero e proprio impero del florovivaismo) al di sopra della collinetta che confina con Oggiona Santo Stefano: i più anziani spiegano che in caso di pioggia una volta dall’alto scendeva un rivolo sottile, mentre da quindici/venti anni a questa parte, vale a dire più o meno da quando c’è l’impresa e le sue serre, l’acqua scende a fiotti, a causa, accusano ancora i presenti, di un sistema di tubi sistemati dall’imprenditore che incanalano l’acqua, la raccolgono e la rovesciano sotto, senza curarsi di quello che succede a valle: «La prima denuncia l’ho fatta decenni fa, quando c’era ancora il sindaco Regalia – attacca Ugo Luoni -, sia al Comune che al magistrato del Po. Il torrente ingrossandosi ha tagliato a metà la mia proprietà». Altri si lamentano, affermando di aver dovuto vendere i propri terreni a valle per la disperazione, allagati vuoi dall’acqua vuoi dal gasolio proveniente da tubi rotti sempre a monte della collina: «È piovuto troppo presto – ironizza ancora Luoni -, fosse arrivato l’acquazzone tra qualche anno in alto sarebbe si sarebbe già tutto compattato e sarebbero stati meno i problemi».  

Il primo cittadino Aldo Morniroli non getta la croce addosso al privato (l’Ortoflricoltura dei fratelli Salvalaio): «L’acqua è filtrata dalla collina, ha trovato un rivolo ed è scesa a valle – spiega -, addebitare le colpe alle serre mi sembra difficile. I tecnici comunque sono al lavoro per verificare». Ed un tecnico comunale dell’assessorato ai Lavori Pubblici, l’architetto Roberto Vezzani, sul posto per controllare la situazione e la pulizia di strada e bosco, spiega così la situazione: «L’acqua ha trovato uno sfogo e ha provocato la frana di un quantitativo ingente di terra – ha commentato -. Certo, gran parte di quella terra di riporto non avrebbe dovuto esserci: il privato a noi non ha chiesto nulla, nei prossimi giorni arriverà anche la Forestale per verificare i movimenti di terra e la correttezza delle manovre portate avanti. Senza quella terra a monte, la frana non ci sarebbe stata o almeno sarebbe scesa a valle solo acqua: non vogliamo sparare addosso al privato prima di fare le verifiche del caso, però. Può essere che abbia avuto i permessi da altri enti, al momento noi ne sappiamo nulla. Per quanto riguarda il Comune, stiamo mettendo in sicurezza le zone franose con interventi mirati, concluderemo finito il periodo vacanziero: il tubo nella collina dovrebbe essere spostato dal privato e il Comune chiuderà il buco con terra di riporto».

Dall’azienda Salvalaio si difende Rino, uno dei tre fratelli titolari dell’ortofloricoltura: «L’ingegner Bertuzzi e il sindaco stesso mi hanno dato le autorizzazioni («a voce e non per fare dei lavori specifici», spiega Aldo Morniroli; di scritto pare non esserci nulla, ndr) – spiega -: il Comune ha portato qui la terra per chiudere alcune voragini, quella avanzata più altra l’ho usata io per finire il lavoro. Aspettavo che si compattasse, ma la tanta acqua venuta giù ha fatto crollare parte del terrapieno, senza per altro creare un gran danno. Il tubo che porta via l’acqua? C’è, non lo nego: ho fatto vedere agli uomini della Forestale, ai messi comunali e al sindaco quanta acqua arriva nei miei terreni dalla zona dove ci sono le ditte alle spalle della povinciale, non potevo certo non fare niente».

Infine, la nota ironico-polemica di un altro cittadino cassanese, il signor Piotti: «Io per avere un guardrail che protegga la mia casa, dove sono entrate due auto in due incidenti distinti, sto aspettando da mesi – spiega Piotti -, mentre qui c’è chi fa i propri comodi senza chiedere neppure i permessi. E il sindaco abita a poche centinaia di metri da qua: possibile che non si sia accorto di nulla e che abbia notato le frane solo dopo 48 ore di pioggia?».

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Pubblicato il 22 Agosto 2007
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