La vergogna di Gallarate
Riceviamo e pubblichiamo un'altra lettera che contesta le decisioni viabilistiche della città governata dall'amministarzione Mucci
Riceviamo e pubblichiamo un’altra lettera che contesta le decisioni viabilistiche della città governata dall’amministarzione Mucci
Egregio direttore, le scrivo perché a causa degli ultimi tristi eventi la nostra città verrà ricordata come l’emblema dell’asfalto e delle rotatorie costruite a spese dei pochi alberi che a fatica rendevano gradevoli alcune delle nostre piazze. Tutti i cittadini si sono infangati di una vergogna che per tanto tempo ci segnerà indelebilmente. I platani secolari di piazza Risorgimento sono stati abbattuti in nome di un progetto stupido, assurdo, inutile, falso negli intenti dichiarati e nei metodi di attuazione. È il peggiore fra i pessimi comportamenti che la giunta presente in Gallarate sta mantenendo nella gestione della città. Piazza Risorgimento sopravviveva ormai eroica come unica piazza verde cittadina e il suo intenso traffico automobilistico era ben tollerato dai semafori collegati fra loro. Inutile dire che molti di noi, giovani, ma anche adulti, bambini, mamme e nonni, potevano godere della frescura generata dalle fronde delle piante alte e secolari e potevano gustare la visione del verde che trasformava quest’angolo di Gallarate in uno spazio vivibile.
Non possiamo altro che nominare codardi e vili il sindaco Mucci e l’assessore ai lavori pubblici e viabilità Simeoni. Che senso può avere un’azione intrapresa nel mese di maggior spopolamento della città e con l’ausilio della forza nei confronti di un numero di cittadini (e non pochi) decisamente non favorevoli? Molto semplice: la certezza che l’iniziativa era contraria alla maggioranza della popolazione e che aveva come unico scopo quello di soddisfare le losche trame in favore di succulenti centri commerciali e stupide velleità viabilistiche. D’altronde cos’altro potevamo aspettarci da quest’armata Brancaleone? Non certo idee intelligenti e sensate.
Noi cittadini siamo stufi di una gestione del bene pubblico (e i platani lo erano a simbolo) fatta con stupidità. Siamo certi anche che l’attuale giunta passerà alla storia come autrice di nefaste disgrazie. Aspettiamoci, accanto a nuovi e orrendi palazzi, altri centri commerciali, altre assurde fontane di cemento, altre enormi ed inutili colate d’asfalto tutto al posto dei pochi alberi rimasti. Chiediamoci quali soluzioni in nome del verde e dei parchi siano state adottate negli ultimi anni. La risposta è molto semplice: poche e niente. Nessun nuovo parco (anche piccolo), nessun albero piantato, nessuna aiuola sistemata o seminata, nessuna iniziativa volta a valorizzare le risorse naturale presenti e a salvaguardarle. Di contro il numero degli alberi non graditi al nostro sindaco sono stati molti: i filari di viale Lombardia, gli ex-sopravvissuti di corso Sempione in prossimità della rotonda di largo Togliatti, i malconci arbusti di via Carlo Noè, e per ultimi ora (dimenticando sicuramente altri scempi) i platani secolari di piazza Risorgimento. Non possiamo, inoltre, illuderci che le difficoltà viabilistiche possano essere risolte da queste superficiali, banali e poco lungimiranti soluzioni.
A seguito di questo sopruso, del dolore provato e dello sdegno dimostrato, auspico che tutti noi possiamo agire al più presto, sperando di poter attuare le azioni giuste ed efficaci per consentire agli autori di tali gesti di pagare il torto alla cittadinanza. Alziamoci, informiamoci, protestiamo, comunichiamo ai nostri ottusi gerarchi che i cittadini sono più intelligenti e sensibili di chi li governa e che le soluzioni ai problemi sono da cercare altrove e con ben altri metodi di democrazia, di condivisione e di modernità. Confrontiamoci su alternative vere, valide ed articolate che mirino a soluzioni rispettose dei cittadini e dell’ormai compromesso ambiente attraverso progetti di interventi globali, utili ed integrati.
La speranza ultima, caro direttore, è comunque quella di poter rivedere (anche se ci vorrà tempo) la nostra piazza, bella e alberata come era solo qualche giorno fa e dimenticare le ferite che il pericoloso mal governo cittadino sta portando alla nostra amata Gallarate.
La ringrazio cordialmente.
Antonello Petrucciani – Gallarate
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